Di Francesco prepara il Lecce: “Scommetto su Pierotti”

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Cronache sport calcio
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A due mesi dalla salvezza conquistata con il Lecce, la quarta consecutiva in Serie A, il tecnico Eusebio Di Francesco guarda avanti. L’allenatore ha fatto il punto sulla programmazione della nuova stagione, tra certezze e necessità della squadra.

La partenza di Pantaleo Corvino non preoccupa l’allenatore, che ha mostrato fiducia nel nuovo responsabile dell’area tecnica. “Non è un anno zero. Stefano Trinchera ha lavorato a lungo con Corvino, ha fatto il suo percorso ed è pronto a portare qui le sue idee. È cresciuto gradualmente, come noi allenatori”, ha spiegato Di Francesco.

Sul fronte del calciomercato le priorità sono chiare, con urgenza di intervenire in reparti specifici. “Siamo ‘corti’ in attacco, dove sono andati via dei giocatori. Poi ci serve un terzino destro, perché lo scorso anno ho dovuto adattare altri calciatori in quel ruolo”, ha affermato.

Non c’è fretta, però: “Trinchera sa bene di cosa abbiamo bisogno, in linea con le possibilità del club”. Sul caso di Lameck Banda, assente al ritiro, il tecnico ha dichiarato di allinearsi alle decisioni della società, che sta gestendo la situazione.

Se la scorsa stagione la scommessa fu Banda, quest’anno Di Francesco ha già individuato i profili su cui puntare. Il primo nome è Santiago Pierotti. “È un grande lavoratore, sa fare un po’ tutto. Adesso lo sto provando da mezzala”, ha rivelato.

Un altro giocatore da cui si attende il salto di qualità è Nikola Stulic. “Non ha espresso il suo valore. Nel nostro campionato capita che i giocatori esplodano dopo un anno di adattamento, potrebbe succedere anche a lui”, è la convinzione del tecnico.

Lavorare con una rosa incompleta in ritiro è una sfida. “È complicato dare un’identità alla squadra, ma vale per tutti. Ci adattiamo”, ha commentato, auspicando una chiusura anticipata del mercato. Conoscere già il gruppo, comunque, permette di “aggiungere nozioni invece di ripartire dalle basi”.

Infine, una riflessione su come è cambiato il modo di fare gruppo. “Ai miei tempi ci si fermava nella hall a chiacchierare o a giocare a carte. Adesso ognuno guarda il suo telefono. Ma è la società che è cambiata, non solo il calcio”, ha concluso.

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