Finto Maresciallo truffa un’anziana: tradito da un controllo stradale, identificato il truffatore seriale

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SANTA MARIA A VICO – La voce, all’altro capo del telefono, era ferma, autoritaria. Quella di un maresciallo dei Carabinieri. La notizia, terribile: la figlia e il genero coinvolti in una grave vicenda giudiziaria, un incidente, forse qualcosa di peggio. L’unica via d’uscita, un pagamento immediato per “coprire le spese legali” ed evitare il carcere. Un copione ormai tristemente noto, recitato con fredda abilità per far leva sulla paura più profonda: quella per la sorte dei propri cari. A cadere nella trappola, lo scorso 6 luglio, è stata una donna di 77 anni di Cervino, in provincia di Caserta, che in preda all’angoscia ha consegnato a uno sconosciuto denaro e i ricordi di una vita.

Oggi, a poco più di due settimane da quel drammatico pomeriggio, i Carabinieri della Stazione di Santa Maria a Vico, quelli veri, hanno dato un volto e un nome al responsabile. Si tratta di un uomo di 52 anni, originario della provincia di Napoli, un “professionista” del raggiro già noto alle forze dell’ordine e attualmente detenuto in carcere per un altro reato. È stato denunciato in stato di libertà per truffa aggravata.

L’indagine, condotta con rapidità e acume investigativo, è scattata subito dopo la denuncia della vittima. La donna, ancora sotto shock, ha raccontato ai militari di aver ricevuto quella telefonata che le ha gelato il sangue. Il finto maresciallo, con tono concitato ma rassicurante, le aveva prospettato un quadro drammatico, convincendola a preparare tutto ciò che aveva di valore. Poco dopo, un sedicente militare si è presentato alla sua porta. L’anziana, convinta di agire per il bene della sua famiglia, gli ha consegnato 500 euro in contanti e un piccolo tesoro di affetti: collane, anelli, le fedi nuziali e una catenina con medaglina, oggetti dal valore economico ma soprattutto sentimentale incalcolabile.

La svolta è arrivata da un occhio elettronico. I Carabinieri hanno acquisito le immagini di una telecamera di videosorveglianza privata, installata vicino all’abitazione della vittima. L’analisi dei filmati ha permesso di isolare un veicolo sospetto: un’Opel Astra di colore grigio con targa estera, utilizzata per la fuga. Da quel dettaglio, gli investigatori hanno iniziato a tessere la loro tela. Incrociando i dati con le banche dati delle Forze di Polizia, è emerso un particolare decisivo: proprio il giorno della truffa, quell’auto era stata fermata per un controllo dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. A bordo c’era lui, il 52enne napoletano.

Con un sospettato tra le mani, i militari di Santa Maria a Vico hanno preparato un fascicolo fotografico e lo hanno mostrato all’anziana signora. La vittima non ha avuto la minima esitazione: ha riconosciuto in una di quelle foto l’uomo che si era presentato alla sua porta, l’impostore che le aveva strappato denaro e ricordi preziosi.

Il quadro accusatorio, già solido, ha trovato una schiacciante conferma pochi giorni dopo. Il 52enne è stato infatti arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Lioni, sempre in Irpinia, mentre metteva a segno un’altra truffa fotocopia ai danni di un’altra persona anziana. In quell’occasione, è stato trovato in possesso di 7.400 euro in contanti, ritenuti il provento dell’attività illecita. Un truffatore seriale, dunque, che agiva con metodo tra le province di Caserta e Avellino.

L’uomo, come detto, si trova già in carcere e dovrà ora rispondere anche di questo ennesimo, cinico raggiro. Sebbene il procedimento sia ancora nella fase delle indagini preliminari e viga la presunzione di innocenza, gli elementi raccolti dall’Arma sembrano lasciare poco spazio ai dubbi. L’episodio rinnova il disperato appello delle Forze dell’Ordine, rivolto soprattutto agli anziani e ai loro familiari: diffidate di chiunque chieda soldi per telefono, anche se si qualifica come un rappresentante dello Stato. Nessun Carabiniere, poliziotto o finanziere chiederebbe mai denaro o gioielli. Nel dubbio, la linea da seguire è una sola: riagganciare e comporre senza esitazione il numero di emergenza 112.

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