Esposito si prende il Cagliari: ‘Ora sono un esempio’

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Cronache sport calcio
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Sebastiano Esposito ha abbracciato la sua nuova dimensione a Cagliari, lasciando l’Inter senza rimpianti. Per l’attaccante, giocare ha la priorità su tutto e la scelta di vestire la maglia rossoblù è stata una decisione voluta e ponderata, alla ricerca di una sfida impegnativa lontano dalla propria comfort zone.

L’esperienza in Sardegna è iniziata con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento. Esposito ha chiesto alla società di essere responsabilizzato come leader, un ruolo che ora esercita con dedizione, aiutando e guidando i compagni più giovani come Mendy e Trepy. Pur avendo solo 24 anni, l’attaccante sente di poter mettere a disposizione la sua esperienza.

Questa maturità è frutto di un percorso non sempre lineare. L’attaccante ha ammesso di avere una personalità forte che in passato gli è costata, portandolo a rispondere quando avrebbe dovuto tacere. Ha raccontato di un episodio emblematico con l’allenatore Fabio Pisacane: dopo un’accesa discussione nata da una mancata sostituzione durante Verona-Cagliari, i due si sono confrontati apertamente, gettando le basi per un rapporto solido e schietto, oggi basato su stima reciproca e dialogo costante.

Il senso di responsabilità si estende anche alla famiglia, un vero e proprio clan calcistico. Sebastiano è il secondo di tre fratelli calciatori, tra il più celebre Pio, attaccante dell’Inter, e il playmaker Salvatore, in forza alla Sampdoria. L’attaccante si è detto orgoglioso del fratello minore, convinto che Pio non commetterà i suoi stessi errori giovanili grazie a un carattere diverso e a un entourage attento. Il legame tra i fratelli è suggellato dal numero 94 sulle loro maglie, un omaggio al loro quartiere d’origine.

Il suo carattere passionale gli ha permesso di creare legami intensi con le tifoserie, come dimostra lo striscione dedicatogli dai tifosi della Sampdoria e il forte affetto che lo lega ancora alla piazza di Bari. Esposito ha spiegato che il suo impegno in campo, la corsa e la dedizione sono aspetti genuini del suo modo di essere, non una strategia per conquistare il pubblico.

Guardando al futuro con il Cagliari, l’obiettivo è chiaro: la salvezza. L’attaccante ha sottolineato di non pensare alle statistiche personali o alla doppia cifra, ma di essere concentrato esclusivamente sul traguardo della squadra. Da trequartista, ama fornire assist e rischiare la giocata, ispirato dal suo idolo d’infanzia, Francesco Totti, che ha avuto l’emozione di conoscere. La sua missione a Cagliari è chiara: confermarsi in una piazza esigente e trascinare la squadra verso la permanenza nella massima serie.

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