Jannik Sinner ha annunciato la sua rinuncia al Masters 1000 di Montreal. La decisione è strategica e mira a preservare la condizione fisica in vista degli US Open, ultimo Slam della stagione.
La scelta dell’altoatesino evidenzia le crescenti difficoltà generate da un calendario tennistico sempre più fitto. Il problema principale risiede nell’allungamento a 12 giorni dei Masters di Canada e Cincinnati, due tornei consecutivi che precedono lo Slam di New York.
Questo nuovo formato ha creato un potenziale tour de force di 43 giorni per i giocatori che puntano ad arrivare in fondo a tutte le competizioni. Giocare due tornei da dodici giorni e uno Slam da due settimane, con un breve intervallo, è stato ritenuto eccessivamente sfidante, specialmente considerando il clima estivo nordamericano.
La rinuncia di Sinner non è un caso isolato. Anche Novak Djokovic ha deciso di non partecipare, mentre Carlos Alcaraz è fermo per infortunio. Di conseguenza, il torneo canadese si è trovato privo di tre dei suoi principali protagonisti, lasciando Zverev e Auger-Aliassime come teste di serie più alte.
Valerie Tetreault, direttrice del torneo di Montreal, ha espresso il suo disappunto con diplomazia, sottolineando il rispetto per la decisione dei giocatori. Ha però definito la frequenza delle rinunce un “campanello d’allarme” per l’integrità dei Masters 1000, eventi in cui i fan si aspettano di vedere i migliori tennisti.
Le sue parole sono apparse più concilianti rispetto a quelle del direttore del torneo di Toronto nell’edizione precedente, che aveva criticato le assenze. Il tema della gestione del calendario resta quindi un punto di tensione tra organizzatori e atleti.
Per Sinner, la priorità è la salute a lungo termine. L’azzurro ha imparato dalla faticosa preparazione al Roland Garros, che ha inciso sulla sua performance a Parigi. Al contrario, a Wimbledon si è presentato fresco e riposato, ottenendo risultati migliori.
“La mia priorità è la salute”, ha dichiarato Jannik, confermando la volontà di non compromettere il fisico per completare la collezione di Masters stagionali. Il suo coach, Simone Vagnozzi, ha ribadito la necessità di non sovraccaricare l’atleta per garantirgli una carriera longeva.
Ora la responsabilità passa all’ATP, che sta cercando un equilibrio tra la crescita economica del circuito e il benessere dei tennisti. Il presidente Andrea Gaudenzi sta lavorando per ottimizzare il calendario, con possibili modifiche a partire dal 2028, anno in cui è previsto l’esordio di un nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita.





