Vagnozzi: ‘Sinner è un focoso che vuole la verità’

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Sport tennis
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Simone Vagnozzi, allenatore di Jannik Sinner, ha svelato in un’intervista diversi aspetti del numero uno al mondo. L’allenatore ha descritto il suo assistito come un tipo ‘focoso’, ma con una grande capacità di gestire le emozioni. Secondo Vagnozzi, Sinner cerca persone che gli dicano la verità, anche quando è scomoda, dimostrando una mentalità aperta alla critica costruttiva. Ha sottolineato le doti innate del campione, affermando che ‘non si diventa puledri se si è ronzini’.

Il loro percorso è iniziato nel 2022. Vagnozzi ha ricordato il primo incontro, quando Sinner espresse subito la sua ambizione: ‘Voleva diventare il primo al mondo’. All’epoca era necessario colmare il divario con i migliori, migliorando l’aspetto fisico, muscolare e mentale. Il coach ha elogiato la dedizione di Jannik, un ‘lavoratore pauroso’ che raramente ha avuto bisogno di motivazione esterna.

Anche i momenti difficili sono stati occasioni di crescita. Vagnozzi ha spiegato come i tennisti siano abituati a trasformare le difficoltà in opportunità. Sinner, in questo, è un ‘fenomeno nel cancellare ciò che è fuori quando scende in campo’. A proposito dei malesseri fisici, come quello al Roland Garros, il coach ha chiarito che sono una combinazione di caldo, stanchezza e tensione con cui ‘bisogna convivere’.

I progressi tecnici sono stati enormi. Un esempio citato da Vagnozzi è il servizio: se prima la seconda viaggiava sotto i 150 km/h, ora sfiora i 160 km/h ed è molto più diversificata, rendendo Jannik imprevedibile. Anche la sensibilità tattica e la capacità di leggere il gioco sono cresciute in modo esponenziale, frutto di un lavoro meticoloso.

Fondamentale è stata la sinergia con il co-allenatore Darren Cahill. ‘Con lui abbiamo trovato la giusta misura perché condividiamo la medesima visione’, ha spiegato Vagnozzi. La loro filosofia si basa su intelligenza, umiltà e sulla capacità di non mostrare mai conflitti davanti al giocatore, risolvendo eventuali divergenze lontano dal campo.

Vagnozzi ha concluso sottolineando come le sconfitte, se analizzate correttamente, possano diventare il motore per migliorare. ‘Il giocatore che perde, se è intelligente, è più disposto a lavorare per correggersi’. Una lezione che Sinner ha fatto sua nel percorso che lo ha portato in cima al ranking mondiale.

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