Il Tribunale di Brescia ha ufficialmente dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio, mettendo la parola fine a una delle storie più longeve del calcio italiano. La decisione, arrivata simbolicamente nel giorno del 70° compleanno del presidente Massimo Cellino, sancisce la scomparsa della società che per 114 anni ha militato tra Serie A e Serie B.
Questo provvedimento definitivo è giunto dopo che i giudici hanno respinto la richiesta di concordato in bianco, uno strumento con cui la società sperava di ottenere tempo per presentare un piano di ristrutturazione del debito. La procedura concorsuale era stata avviata in seguito alla precedente esclusione del club dai campionati professionistici, una misura determinata dal mancato rispetto di cruciali scadenze economico-finanziarie.
La situazione finanziaria del Brescia Calcio era diventata insostenibile, con un passivo accertato di circa 20 milioni di euro. Nonostante i tentativi della dirigenza di trovare una soluzione, gli sforzi per sanare la posizione non hanno avuto successo. La riattivazione della matricola federale, avvenuta lo scorso 30 giugno, si è rivelata una mossa insufficiente per scongiurare l’epilogo giudiziario.
Una delle ultime speranze di risanamento era legata agli introiti derivanti dalla cessione di Sandro Tonali. Il club avrebbe dovuto incassare circa 6 milioni di euro come diritti di valorizzazione, ma questi fondi non sono bastati a coprire l’enorme esposizione debitoria e a convincere il Tribunale della fattibilità di un piano di rientro. Anche il recente tentativo di iscrivere una squadra al campionato provinciale Under 16 per dimostrare una qualche continuità operativa non ha modificato la valutazione dei giudici.
Con la dichiarazione di liquidazione, si apre ora la fase di gestione fallimentare, affidata a un curatore nominato dal Tribunale. È stato fissato al 30 novembre il termine ultimo per i numerosi creditori che vorranno presentare le domande di ammissione allo stato passivo, nel tentativo di recuperare almeno in parte i propri crediti.
Le conseguenze della liquidazione si estendono anche al patrimonio sportivo della società. Il Brescia Calcio ha perso definitivamente il diritto a incassare i fondi residui relativi alla cessione di Tonali. Secondo le normative internazionali, tali somme confluiranno in un apposito fondo di solidarietà gestito dalla FIFA.
Infine, si chiude anche la lunga disputa legale legata al marchio storico del club, la celebre “V bianca” sulle maglie. L’Union Pasini aveva già acquistato in passato il marchio appartenente alla gestione di Gino Corioni. Con la liquidazione della società di Cellino, viene meno ogni impedimento legale all’utilizzo di quel simbolo da parte di altre realtà sportive, ponendo fine a un contenzioso che si trascinava da tempo.










