Il rapporto tra Marten De Roon e la tifoseria dell’Atalanta si è incrinato in modo definitivo. Durante la partita casalinga contro il Cagliari, la Curva Nord bergamasca ha esposto uno striscione che non ha lasciato spazio a interpretazioni, segnando la fine di un’epoca per il recordman di presenze del club.
Il messaggio, apparso nel corso della gara, era diviso in due parti. La prima recitava “Hai scelto di passare nella nostra storia ma non di appartenerle…”, una frase che sottolinea il sentimento di tradimento percepito dai supporter. La seconda parte, più diretta, completava il pensiero: “Addio bandierina”.
La contestazione è la conseguenza del suo trasferimento alla Roma, avvenuto negli ultimi giorni della sessione estiva di calciomercato. Una scelta che i tifosi non hanno perdonato, considerandola un affronto da parte di un calciatore che per anni ha rappresentato l’anima e il simbolo della squadra.
De Roon ha deciso di lasciare Bergamo per raggiungere nella capitale il suo ex allenatore Gian Piero Gasperini. La decisione è maturata quando ha capito che nel nuovo progetto tecnico dell’Atalanta, guidato da Maurizio Sarri, non avrebbe trovato lo stesso spazio e le stesse motivazioni del passato.
L’operazione che ha portato l’olandese in giallorosso si è conclusa a titolo gratuito. L’Atalanta non ha incassato una cifra fissa per il cartellino, ma ha ottenuto una serie di bonus legati ai risultati della Roma, per un valore massimo di 600 mila euro, incluso un premio in caso di scudetto.
Per il giocatore, l’accordo con la Roma ha previsto la firma di un contratto annuale con un ingaggio netto di 2 milioni di euro. La protesta allo stadio ha fatto seguito a un malcontento già esploso sui social network subito dopo l’annuncio del suo addio.
La rottura appare insanabile. Quello che era un idolo indiscusso, un leader in campo e fuori, è ora visto da una parte della tifoseria come un professionista che ha voltato le spalle al club che lo ha reso grande. L’episodio dello striscione ha sancito in modo plateale questa profonda delusione.



