L’ex centrocampista Alessio Tacchinardi ha espresso forte preoccupazione per la situazione della Juventus, sottolineando come il club si trovi ad affrontare “il mercato più difficile del mondo”. Secondo la sua analisi, la dirigenza deve gestire un gran numero di esuberi che complicano la costruzione di una squadra competitiva.
L’attenzione si è concentrata soprattutto sul centrocampo, considerato il reparto più debole e il punto nevralgico su cui intervenire. A suo avviso, la mediana bianconera è attualmente inferiore a quelle di Inter, Napoli e Milan, a causa della difficoltà cronica nel dominare il gioco e creare occasioni da gol. Per l’ex giocatore, alla squadra manca un elemento di enorme personalità, un leader capace di prendere per mano i compagni.
Tacchinardi si è detto sorpreso dalla scelta di puntare su Manuel Locatelli come colonna portante, spiegando che per valorizzarlo servirebbero partner con caratteristiche diverse, dotati di gamba e capacità di inserimento. Ha inoltre evidenziato come Khéphren Thuram non sia cresciuto come previsto, mancando il salto di qualità in termini di dinamismo e reti.
La soluzione ideale per l’ex bianconero sarebbe Franck Kessié. L’ivoriano porterebbe quello spessore e quella personalità mancanti, diventando un punto di riferimento capace di elevare il rendimento di tutta la squadra, compreso quello dello stesso Locatelli. Kessié è stato descritto come un profilo perfetto per “martellare e comandare” in mezzo al campo.
Netta la bocciatura per Teun Koopmeiners, definito un giocatore che ha sofferto troppo la pressione della maglia. Per lui, Tacchinardi ha suggerito un prestito per ritrovare fiducia in un ambiente con meno aspettative, sperando in un suo rilancio futuro per monetizzare.
Anche su Douglas Luiz il giudizio è stato cauto. Pur riconoscendone le buone qualità, Tacchinardi non lo considera un giocatore con lo spessore adatto a guidare la mediana della Juve, inserendolo nella categoria dei “discreti” ma non dei trascinatori. Infine, una promozione è arrivata per Weston McKennie, elogiato per duttilità, gol e resilienza alla pressione, definendolo “sottovalutato” e pronto per un ruolo da titolare.










