Venus Williams è tornata in campo al Masters 1000 di Toronto, dove ha affrontato Kamilla Rakhimova grazie a una wild card concessa dagli organizzatori. La partecipazione è arrivata dopo un periodo complesso per la campionessa statunitense, segnato da una serie di dodici sconfitte consecutive nel circuito maggiore.
Interpellata sulla sua capacità di mantenere alta la motivazione, la tennista ha sottolineato l’importanza del suo approccio mentale. “Si tratta di trovare la gioia nel processo”, ha dichiarato in conferenza stampa, “e io continuo a imparare cose nuove nella mia carriera, anche adesso”.
Nonostante i suoi 43 anni e un palmarès che include sette titoli del Grande Slam, Venus non ha perso l’entusiasmo. “Continuo ad affrontare la cosa allo stesso modo, con la stessa dedizione e la stessa concentrazione”, ha aggiunto, rispondendo indirettamente alle perplessità sollevate da alcuni addetti ai lavori riguardo le wild card a lei concesse dopo la recente sconfitta a Washington.
Il torneo di Toronto rappresenta un appuntamento speciale per la ex numero uno del mondo, che ha condiviso con i giornalisti un aneddoto legato al suo esordio in Canada. “Sono felicissima di tornare qua. È passato tanto tempo dalla prima volta, quando avevo quindici o sedici anni ed ero giovanissima”.
Ha poi proseguito sorridendo: “Ricordo una partita nella sessione notturna. Non mi ero realmente resa conto di cosa stesse succedendo, ma quello stadio è enorme e mi ha realmente impressionata”. Un legame profondo con la città, rafforzato anche dal calore dei tifosi che l’hanno sempre accolta con affetto.
Guardando al futuro, Williams ha anche parlato della sua recente esperienza in doppio al fianco di Alexandra Eala durante la stagione su erba. Ha espresso parole di elogio per la giovane partner, lasciando aperta la porta a nuove collaborazioni: “Insieme ci troviamo bene, spero ci sia modo di giocare ancora con lei. Potremmo formare una gran bella squadra”.
La sua presenza a Toronto, al di là del risultato sportivo, ha ribadito la sua incrollabile dedizione per uno sport che l’ha vista protagonista per quasi tre decenni. Un messaggio di resilienza e amore per il gioco che trascende vittorie e sconfitte.





