Como, Fàbregas costruisce una colonia spagnola

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Cronache sport calcio
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L’arrivo di Cesc Fàbregas a Como, inizialmente come calciatore a fine carriera con la squadra in Serie B, ha segnato l’inizio di una profonda trasformazione. L’operazione, voluta dalla proprietà indonesiana, rispondeva a una precisa strategia: dare un respiro internazionale al club, aumentando la visibilità globale e l’interesse di media e sponsor.

Il passaggio di Fàbregas da giocatore a guida tecnica ha però rivelato un progetto molto più strutturato e ambizioso. La promozione in Serie A è stata il frutto di un’identità di gioco chiara e moderna, basata sul possesso palla, su principi tattici ambiziosi e sulla valorizzazione di giovani talenti. Questa visione condivisa ha dimostrato che il legame tra l’ex campione del mondo e il club andava ben oltre una semplice operazione di marketing.

Per concretizzare la sua idea di calcio, Fàbregas ha attinto ampiamente dal suo paese d’origine, costruendo una vera e propria colonia iberica. Con sette giocatori spagnoli in rosa (Ramon, Valle, Cuenca, Milla, Jesus Rodriguez, Morata e Azon), il Como è diventato il club non spagnolo con la più grande rappresentanza spagnola nei cinque principali campionati europei. A questi si aggiungono profili come Nico Paz e Diao, cresciuti calcisticamente in Spagna pur avendo origini diverse.

Cresciuto alla Masia del Barcellona, l’allenatore ha trapiantato sulle rive del Lario la filosofia di gioco che ha reso celebre il calcio spagnolo nel mondo. Il modello è fondato sul controllo del ritmo, il possesso palla e la spregiudicatezza associata al pensiero rapido. L’identità della squadra è un concetto dinamico, come dimostrato dall’ultima sessione di mercato che ha ridisegnato i contorni del gruppo.

Gli addii di figure esperte e carismatiche come Alberto Moreno e Sergi Roberto hanno fatto spazio a nuova linfa iberica. L’arrivo del centrocampista Luis Milla, trentunenne, e del giovanissimo difensore Andres Cuenca, classe 2007, conferma la volontà di inserire profili con la stessa mentalità, perfettamente sovrapponibili alla filosofia del tecnico, indipendentemente dall’età o dal ruolo.

La scelta di puntare su calciatori spagnoli non rappresenta un vezzo nazionalistico, ma una precisa e intelligente scorciatoia strategica. Questo approccio permette di reperire sul mercato profili giovani, economicamente accessibili e già formati per un calcio iper-tecnico. In questo modo, Fàbregas azzera quasi del tutto i tempi di assimilazione tattica, inserendo elementi che “parlano” già la sua stessa lingua calcistica. Il Como si proietta così verso il futuro, con l’obiettivo di unire il DNA del calcio totale all’intensità tipica della Serie A.

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