Pozzuoli, l’ira degli sfollati. Fischi e proteste all’arrivo del ministro Giuli: pensate solo alle pietre e non alle persone

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Proteste degli sfollati a Pozzuoli e il ministro Alessandro Giuli
Proteste degli sfollati a Pozzuoli e il ministro Alessandro Giuli

POZZUOLI – I fischi hanno coperto per alcuni minuti il silenzio dell’Anfiteatro Flavio. Non erano quelli dei turisti, ma le voci della paura e della rabbia di chi, dopo il terremoto dei Campi Flegrei, si è ritrovato senza una casa, senza certezze e con il timore che l’emergenza possa durare ancora a lungo. La visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli a Pozzuoli, organizzata per verificare lo stato dei beni archeologici danneggiati dalla scossa di magnitudo 4.7 di venerdì scorso, è diventata anche il palcoscenico della protesta degli sfollati. All’esterno dei cancelli dell’Anfiteatro Flavio si sono radunati alcuni residenti, famiglie evacuate e attivisti. Una cinquantina di persone che hanno atteso l’arrivo del rappresentante del Governo per chiedere risposte immediate. Quando l’auto del ministro è arrivata, sono partiti gli slogan: “Vergogna, vergogna”. Un grido rivolto a chi, secondo i manifestanti, sta guardando soprattutto ai monumenti e troppo poco alle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. “Venite per le pietre e non pensate alle persone”, hanno urlato alcuni cittadini. Tra le voci della protesta anche quella di una madre: “Ho una bambina piccola, aiutatemi”.

Un’immagine che racconta il dramma vissuto da molte famiglie dopo la forte scossa delle 19.46 di venerdì, il terremoto più intenso mai registrato nell’area flegrea negli ultimi anni. Secondo i dati della Prefettura di Napoli sono 144 le famiglie evacuate e attualmente senza una sistemazione. Case dichiarate inagibili, edifici controllati dai tecnici, abitazioni lasciate per paura o per i danni riportati. Un’emergenza che si è aggiunta alla lunga convivenza con il bradisismo, trasformando la paura in esasperazione. La scossa ha provocato crolli e dissesti in diversi punti del territorio. Due palazzine disabitate sono collassate, mentre alcuni grossi massi si sono staccati dai costoni finendo sulle auto parcheggiate. Una ferita evidente nel cuore di una città già segnata da anni di terremoti e sollevamenti del suolo. Durante la protesta è stato anche attuato un blocco stradale. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, con polizia e carabinieri impegnati a mantenere la situazione sotto controllo.

Il sindaco di Pozzuoli Gigi Manzoni e quello di Bacoli Josi Della Ragione hanno raggiunto i manifestanti. “Sono rimasto qui con voi perché avete perfettamente ragione. Il Governo dopo tre anni deve risponderci”, ha detto Della Ragione rivolgendosi agli sfollati. Il ministro Giuli ha incontrato una delegazione dei cittadini prima di proseguire il programma istituzionale. Poi il sopralluogo all’Anfiteatro Flavio e al Rione Terra, dove per la prima volta dopo il sisma sono state verificate le condizioni dei percorsi archeologici sotterranei. Attenzione anche agli edifici storici sovrastanti, dove sono stati già riscontrati problemi come cornicioni pericolanti. I danni più significativi riguardano il “Sedile dei nobili”.

Ma la giornata di Pozzuoli non è stata soltanto quella della protesta e dei sopralluoghi. Dopo il terremoto cresce infatti anche il timore legato allo sciacallaggio. Con decine di abitazioni lasciate vuote dai residenti evacuati, la Questura di Napoli ha disposto una task force dedicata ai controlli. Un primo risultato è arrivato domenica sera, quando gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale hanno arrestato un 55enne, sorpreso in via Campana mentre si aggirava in atteggiamento sospetto. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, era sottoposto agli arresti domiciliari e si sarebbe allontanato senza autorizzazione. Per questo è stato arrestato e condotto in attesa del giudizio per direttissima.

Intanto l’attenzione resta alta. Domani è prevista la visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che incontrerà in Prefettura i sindaci dell’area flegrea colpita dal terremoto. A Pozzuoli, tra case da controllare, famiglie da assistere e un patrimonio storico da proteggere, la partita più difficile è quella di restituire sicurezza a una comunità che da giorni vive sospesa tra la paura di nuove scosse e l’attesa di risposte concrete. Intanto anche oggi i cittadini saranno protagonisti di una nuova protesta, come si leggeva ieri su alcuni volantini: “Blocchiamo tutto, blocchiamo il porto”.

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