NOMI. Due giovani feriti a colpi di pistola a Terzigno: regolamento di conti

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Pronto soccorso dell'ospedale
Pronto soccorso dell'ospedale

TERZIGNO – E’ una notte di paura quella vissuta a Terzigno, dove il rumore degli spari ha squarciato il silenzio della periferia vesuviana. Due giovani sono finiti nel mirino di un gruppo di persone e sono stati feriti a colpi di pistola. Un agguato dai contorni ancora oscuri, maturato nella notte tra domenica e ieri, su cui adesso stanno lavorando gli investigatori della polizia.

Le vittime sono un 19enne e un 22enne, entrambi già conosciuti alle forze dell’ordine. Si chiamano Naby Keyta e Giuseppe Perillo. Fortunatamente nessuno dei due è in pericolo di vita, ma il bilancio avrebbe potuto essere ben più grave. Un episodio che riaccende l’attenzione sul fenomeno della violenza giovanile nell’area vesuviana, dove spesso vecchi rancori, contrasti personali e dinamiche di strada possono trasformarsi in pochi istanti in esplosioni di violenza.

L’allarme è scattato intorno alle due della notte. A quell’ora i due ragazzi, accompagnati da alcuni conoscenti, hanno raggiunto la clinica Santa Lucia. Ad attenderli, poco dopo, sono arrivati gli agenti delle volanti del commissariato di zona, chiamati a ricostruire quei pochi minuti concitati che hanno preceduto il ferimento. I racconti forniti dai due giovani sono ora al vaglio degli investigatori. Entrambi avrebbero riferito di essere stati aggrediti mentre si trovavano in un’abitazione via Isonzo. Presente, anche, un uomo già noto alle forze dell’ordine. Poi, improvvisamente, sarebbero partiti i colpi di pistola. Una sequenza rapida e violenta, con i proiettili che hanno raggiunto i due ragazzi prima della fuga degli aggressori.

Il 22enne è stato colpito a un braccio ed è stato trasferito all’ospedale di Nola per le cure necessarie. Il 19enne, invece, è stato raggiunto da un proiettile alla gamba destra ed è stato accompagnato all’Ospedale del Mare di Ponticelli. Entrambi sono stati medicati e tenuti sotto osservazione dai sanitari. Sul caso è stata aperta un’indagine affidata agli agenti del commissariato di San Giuseppe Vesuviano. Gli investigatori hanno già effettuato sopralluoghi nella zona di via Isonzo, alla ricerca di elementi utili per ricostruire la dinamica dell’agguato. Un passaggio fondamentale sarà quello dell’analisi delle immagini delle telecamere presenti nell’area, nella speranza che possano aver immortalato gli aggressori o almeno i momenti precedenti e successivi alla sparatoria.

Restano ancora da chiarire il movente e l’identità di chi ha premuto il grilletto. Nessuna pista viene esclusa. Gli inquirenti stanno verificando ogni possibile scenario, compreso quello di un regolamento di conti maturato negli ambienti della microcriminalità giovanile della cintura vesuviana. Un territorio dove episodi di questo tipo rappresentano un campanello d’allarme per la diffusione di una violenza sempre più precoce, spesso consumata tra ragazzi che si muovono ai margini della legalità e che trasformano contrasti e rivalità in azioni capaci di mettere in pericolo la vita delle persone. Ora la parola passa alle indagini. Gli investigatori dovranno ricostruire quei pochi istanti in cui la notte di Terzigno si è trasformata in una scena da cronaca nera, individuando chi ha sparato e soprattutto perché.

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