Napoli e il mare negato: 7 spiagge libere in una metropoli che si affaccia sul Golfo

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Il deputato Borrelli su un lido
Il deputato Borrelli su un lido

NAPOLI – Chi visita Napoli pensa al centro storico, ai musei, alla pizza e ai suoi celebri panorami. Durante la bella stagione, la tentazione naturale sarebbe quella di concedersi anche qualche ora di mare senza allontanarsi dalla città. Dopotutto, Napoli vanta chilometri di costa e un affaccio iconico sul Mediterraneo; eppure, l’offerta di spiagge libere per cittadini e visitatori resta ridotta. Gli arenili liberi sono solo sette: sei hanno l’accesso libero senza contingentamento e obbligo di prenotazione.

Poter fare un bagno gratuito rappresenta ormai un privilegio, visti i pochissimi tratti d’arenile sottratti alle concessioni private. Dal lungomare Caracciolo fino alla collina di Posillipo, la costa pubblica si riduce a una manciata di scampoli di sabbia e scogliera. La celebre Mappatella Beach, situata alla Rotonda Diaz, è la spiaggia pubblica più vicina al centro ed è inevitabilmente presa d’assalto nei mesi estivi da chi cerca sollievo dal caldo a due passi dalla città.

Bisogna spostarsi un bel po’ e arrivare alle zone più panoramiche, superare le scogliere di Largo Sermoneta, per accedere ai piccoli punti d’accesso di Marechiaro e il caratteristico angolo di Riva Fiorita, frequentato soprattutto dai residenti. Tuttavia, per altre perle naturali della costa napoletana, la fruizione gratuita deve fare i conti con precise esigenze di tutela e contingentamento.

È il caso della suggestiva spiaggia nell’area marina protetta della Gaiola — meta ideale per gli amanti dello snorkeling e dei fondali trasparenti — dove l’ingresso resta gratuito ma richiede la prenotazione obbligatoria per tutelare l’ecosistema. Sebbene i trasporti pubblici (dalla Linea 2 e Linea 6 della metropolitana agli autobus) consentano di raggiungere la linea di costa, non possono colmare la scarsità strutturale di arenili ad accesso libero. Il paradosso appare evidente in una metropoli indissolubilmente legata al mare dove la possibilità di tuffarsi liberamente rimane limitata, con la necessità di restituire alla collettività nuovi spazi di costa pubblica.

Il deputato Francesco Borrelli: “A Marechiaro si combatte con gli abusivi. Serve puntare su Bagnoli e Napoli Est per ampliare la fascia costiera”.

“L’unica spiaggia ad accesso contingentato oggi è la Gaiola, perché è un’area marina protetta ed è giusto – spiega al telefono il deputato Francesco Emilio Borrelli – un esempio da seguire, perché funziona benissimo. Poi bisogna fare distinzioni tra spiagge libere e spiagge libere attrezzate. La spiagga delle Monache non è attrezzata. A Marechiaro ci sono gli abusivi e la Ztl, che limitano di fatto gli accessi. Il Mappatella è attrezzato, come pure l’arenile comunale a Bagnoli, dove gli ombrelloni sono stati donati dal regista Paolo Sorrentino. Ma qui il tratto non è balneabile, la gente va comunque in spiaggia a prendere il sole”.

Come ampliare la fascia costiera fruibile? “Il centro storico. Serve puntare su Bagnoli, dove il Comune si è impegnato a rendere altre aree libere dopo l’America’s Cup e sul litorale di Napoli Est, se il mare diventa balneabile”.

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