Hakan Çalhanoğlu ha giurato fedeltà all’Inter, esprimendo il desiderio di proseguire la sua avventura in nerazzurro. In una lunga intervista, il centrocampista turco ha chiarito la sua posizione riguardo al futuro, in attesa di una chiamata dalla società per discutere il rinnovo del contratto in scadenza nel 2027. Ha sottolineato come la decisione non dipenda da lui, ma ha ribadito la sua contentezza a Milano, città in cui lui e la sua famiglia si sono perfettamente integrati.
Il regista non ha nascosto le sue ambizioni per la nuova stagione, fissando come obiettivo principale la difesa dei trofei vinti e un sogno: disputare un’altra finale di Champions League. Secondo Çalhanoğlu, la squadra attuale è più forte di quella passata e può competere ad armi pari con qualsiasi avversario a livello europeo, forte della maturità acquisita.
Ripercorrendo la sua evoluzione tattica, ha raccontato la trasformazione da trequartista a playmaker. Un percorso iniziato al Milan e completato all’Inter sotto la guida di Simone Inzaghi, che lo ha visto come erede di Brozovic. “Mentalmente non ero pronto, poi Inzaghi mi ha visto bene in quel ruolo e ha funzionato”, ha spiegato, citando Juninho come suo modello tecnico.
Nonostante il ruolo più arretrato, la sua vena realizzativa non si è esaurita. “Non sto lì a pensare, quando vedo lo spazio tiro. È il mio modo”, ha commentato, ricordando come abbia affinato la potenza e la precisione del suo tiro fin da bambino, grazie agli insegnamenti del padre e di allenatori specifici nel settore giovanile.
Çalhanoğlu ha poi parlato delle sue origini. Nato e cresciuto a Mannheim, si sente profondamente turco per cultura e religione, ma ha espresso grande gratitudine verso la Germania, che gli ha offerto la formazione calcistica e umana che lo ha portato ai massimi livelli, dal Karlsruhe al Bayer Leverkusen.
Inevitabile un commento sulle insistenti voci di mercato che ogni anno lo accostano a club turchi. “Sinceramente non capisco perché il mio nome venga tirato in ballo”, ha dichiarato, spiegando che i suoi contatti con i dirigenti sono legati al suo ruolo di capitano della nazionale. Ha ribadito che di ogni aspetto contrattuale si occupa esclusivamente il suo agente.
L’intervista ha toccato anche aspetti più personali. Ha rivelato di aver fatto un trapianto di capelli, scherzandoci su con i compagni, e ha raccontato di aver dovuto vendere la sua amata Harley Davidson su richiesta scherzosa del ds Ausilio. Tra le sue passioni ci sono la musica e il ballo, anche se ha ammesso di non essere un bravo cantante.
Infine, uno sguardo al futuro dopo il calcio. Çalhanoğlu ha escluso la carriera da allenatore, ma si è detto interessato a un ruolo dirigenziale come procuratore o direttore sportivo, non escludendo neanche una candidatura a presidente della federazione calcistica turca.





