Castel Volturno: i video, le due versioni e la città divisa sulla presunta tangente a Marrandino

La scatola con i soldi ripresa in auto: a consegnarla all’ex sindaco l’ingegnere di Cancello ed Arnone. Prima con i pm il richiamo all’incasso del bar, poi dal gip la tesi dell’anticipo restituito da De Caprio.

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A sinistra De Caprio passa la scatola a Marrandino. A destra Llex sindaco che preleva i soldi dalla scatola.
A sinistra De Caprio passa la scatola a Marrandino. A destra Llex sindaco che preleva i soldi dalla scatola.

Perché Daniele De Caprio, ingegnere di Cancello ed Arnone destinatario di incarichi comunali, consegnò 800 euro a Pasquale Marrandino nel marzo del 2025? Per la Procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, quel denaro sarebbe stato la contropartita dell’interessamento del politico in favore del professionista. L’ex sindaco, invece, ha assunto nel tempo posizioni differenti.

Le immagini registrate dalla telecamera installata dai carabinieri di Caserta nella Jeep di Marrandino documentano l’incontro dell’8 marzo. De Caprio sale a bordo della vettura e passa a Marrandino una confezione bianca, subito sistemata sotto il sedile. Le riprese dei giorni successivi mostrano l’allora primo cittadino recuperare il medesimo contenitore ed estrarne alcune banconote.

Dopo la perquisizione del 9 dicembre 2025, Marrandino si avvalse della facoltà di non rispondere, rendendo però dichiarazioni spontanee al pubblico ministero Giacomo Urbano, che conduce l’indagine insieme alla collega Anna Ida Capone. Quando gli investigatori gli chiesero conto della scena, disse di non saper spiegare la ricezione della confezione e richiamò soltanto l’abitudine di riporre sotto il sedile l’incasso del distributore presente nel bar-tabacchi da lui gestito.

Nella stessa circostanza negò ogni interferenza nelle nomine. Sostenne che i funzionari Gennaro Campoli e Francesco Pirozzi avessero riferito circostanze non vere. I due avevano invece dichiarato di aver ricevuto indicazioni dirette sugli affidamenti. Marrandino affermò che gli uffici agissero in piena autonomia e aggiunse di aver appreso soltanto quella mattina dell’incarico assegnato a De Caprio nel novembre 2024.

Una ricostruzione precisa sul passaggio di denaro arrivò due settimane più tardi. Nella memoria difensiva depositata il 23 dicembre, l’ingegnere riconobbe di aver consegnato 800 euro. A suo dire, Marrandino gli aveva anticipato mille euro per una prestazione professionale poi non eseguita per ragioni tecniche. Il professionista avrebbe quindi restituito la somma, trattenendone 200 per le spese già sostenute.
De Caprio aggiunse che sarebbe stato lo stesso Marrandino a chiedergli di nascondere i contanti in una confezione e di consegnarli lontano da sguardi indiscreti, per evitare possibili equivoci.

Nella memoria difensiva depositata in occasione dell’interrogatorio preventivo davanti al gip, Marrandino ha ricondotto gli 800 euro alla restituzione dell’anticipo, allineandosi alla ricostruzione formulata da De Caprio dopo le perquisizioni. È questo il cambio di posizione sul quale si concentra l’attenzione: a dicembre l’ex sindaco non aveva collegato il contenitore ad alcun anticipo; nella memoria presentata al giudice ha invece indicato una causale coincidente con quella prospettata dal professionista.

Per gli inquirenti, tuttavia, tale spiegazione sarebbe poco credibile anche alla luce delle conversazioni intercettate prima dell’incontro.
La mattina dell’8 marzo il professionista scrisse alla compagna: “Mo sto preparando il regalo a Pasquale”. Poco dopo contattò l’allora sindaco, lo raggiunse e salì sulla sua automobile. La consegna è quella fissata nelle fotografie degli investigatori.

L’episodio richiama un altro passaggio di denaro, risalente al 2021, contestato sempre a Marrandino: quello dei 9mila euro collegati alla Teknoservice, società affidataria del servizio di igiene urbana. In quel caso Umberto Sementini avrebbe svolto il ruolo di intermediario. L’uomo ha ammesso di essersi recato nella zona commerciale di Giugliano su richiesta del politico e di aver ritirato una busta, sostenendo però di non conoscerne inizialmente il contenuto.

Il 24 maggio 2021 Sementini fu fermato dai carabinieri, che trovarono i 9mila euro. Dopo la mancata convalida del sequestro, la somma gli venne restituita tre giorni più tardi. Secondo le dichiarazioni dello stesso indagato e la ricostruzione della Procura, quella sera il denaro sarebbe stato portato a Marrandino nel bar.

Per la pubblica accusa rappresentava la contropartita dell’interessamento dell’allora presidente del consiglio comunale in favore dell’impresa, tra affidamenti, proroghe e pagamenti. Sementini ha confermato di aver effettuato la consegna, continuando tuttavia a sostenere di non essere stato inizialmente a conoscenza del contenuto della busta. Anche questa ipotesi dovrà affrontare il vaglio del giudice.

L’indagine che coinvolge Marrandino, dimessosi da sindaco dopo aver appreso della richiesta di custodia cautelare in carcere, ha provocato inquietudine nella comunità di Castel Volturno. Una parte della città osserva in silenzio, attende che la giustizia faccia il proprio corso e guarda con preoccupazione a quanto emerso finora. Soprattutto sui social, invece, numerosi cittadini si sono schierati apertamente dalla parte dell’ex primo cittadino, arrivando a considerare impossibile o infondata la ricostruzione della Procura.

La vicinanza personale o politica a un amministratore è comprensibile. Più singolare è la tendenza a trasformare la solidarietà in una certezza assolutoria, prima ancora che gli elementi raccolti siano stati valutati in sede giudiziaria. Queste reazioni segnalano, almeno in una parte della comunità, una distanza tra il lavoro degli inquirenti e la percezione popolare dell’inchiesta. Non è possibile stabilire quanto pesino la fiducia personale in Marrandino, l’appartenenza politica o una più generale diffidenza verso la giustizia. Il fenomeno merita comunque attenzione: fotografie, intercettazioni e dichiarazioni non costituiscono da sole una condanna, ma non possono neppure essere cancellate da un’assoluzione pronunciata sui social.

La presunzione di innocenza resta un principio irrinunciabile e tutela tutti gli indagati. Impone di esaminare gli elementi raccolti senza anticipare condanne giudiziarie, ma anche senza trasformare il sostegno popolare in un verdetto. La Procura ha chiesto il carcere per Marrandino e gli arresti domiciliari per De Caprio, assistiti rispettivamente dagli avvocati Ferdinando Letizia e Mauro Iodice. Entrambi, così come Sementini e gli altri coinvolti, devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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