Pineta Grande frena, Fico nella bufera. Budget non coperto dalla Regione, attività dimezzate

111
Pineta Grande (foto guglielmoverrienti)
Pineta Grande (foto Guglielmo Verrienti)

CASERTA – La Regione taglia la sanità sul litorale e il governatore Roberto Fico si ritrova nella bufera. Attività ridotta da ieri per il Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, presidio sanitario fondamentale per il litorale casertano che ogni anno garantisce prestazioni di emergenza a cittadini ed immigrati in un’area che specie d’estate triplica la propria popolazione; peraltro unico presidio sanitario per decine di chilometri. La scelta della direzione della struttura, di proprietà della famiglia Schiavone, storici imprenditori della sanità, viene presa in polemica con la Regione – in particolare, secondo quanto riferiscono i dirigenti, “con il Presidente Fico e la sua Giunta – che ad oggi – si spiega in una nota – non ha assunto alcuna decisione concreta sul futuro del Pronto Soccorso nonostante le iniziative intraprese negli ultimi mesi, le interrogazioni consiliari, le sollecitazioni istituzionali e gli impegni pubblicamente assunti”.

Il problema, sollevato quasi ogni anno, sono i costi sostenuti dalla Clinica specie in estate, costi non coperti dai fondi della Regione. Secondo quanto nota il vicepresidente della clinica Beniamino Schiavone, “abbiamo dimezzato l’attività perché stiamo per finire il budget. L’anno scorso abbiamo sforato di 39 milioni di euro la spesa per pronto soccorso e ospedale, ma la Regione non ha coperto questi maggiori costi. Non possiamo certo chiudere, perché sarebbe interruzione di pubblico servizio”, ma è ovvio che l’attività debba essere ridimensionata in questa fase. Per ieri pomeriggio era finalmente in agenda una riunione in Regione, dopo mesi di richieste senza riscontro, sempre secondo quanto nota Schiavone. Alla fine, però, la Regione ha preso tempo fino ai primi di settembre.

Negli ultimi anni, “il Pineta Grande Hospital – si legge nella nota – ha garantito il funzionamento del Pronto Soccorso sostenendo un carico organizzativo straordinario allo stato a proprie spese per un impegno totale di circa 30 milioni di euro, esclusivamente per assicurare ai cittadini un servizio essenziale. Questo modello, tuttavia, non è più sostenibile”. Il Pronto Soccorso “continuerà a operare, ma esclusivamente nei limiti previsti dalla legge, con una dotazione di personale coerente con gli standard normativi e non più con il modello efficiente e straordinario finora assicurato dalla Struttura. I pazienti che accederanno al Pronto Soccorso saranno presi in carico, valutati e stabilizzati secondo le procedure previste, per poi essere trasferiti, qualora necessario, presso altre strutture regionali dotate dei servizi e delle competenze specialistiche appropriate. La sicurezza dei pazienti resterà quindi pienamente garantita, saranno però inevitabili tempi di attesa più lunghi e maggiori disagi per l’utenza”.

L’auspicio è “che la Regione e la Asl adottino con assoluta urgenza i provvedimenti necessari per garantire un servizio di emergenza alternativo ed adeguato alle esigenze del territorio, invitando i cittadini che non presentino condizioni di effettiva emergenza a rivolgersi ai servizi territoriali, così da consentire al Pronto Soccorso di Pineta Grande di assicurare la massima tempestività ai casi più gravi. È esclusiva responsabilità istituzionale valutare se continuare ad assicurare o meno, sul litorale Domizio, la presenza di un Presidio Ospedaliero di Pronto Soccorso per la tutela della salute pubblica”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome