Leonardo Bovio, difensore centrale classe 2008, ha catturato l’attenzione durante la tournée estiva dell’Inter. Schierato titolare dal tecnico Cristian Chivu nell’amichevole contro la Juventus, il giovane talento ha disputato l’intera partita, offrendo una prestazione solida e senza timori reverenziali, contenendo avversari del calibro di Kolo Muani. La sua performance gli è valsa la piena approvazione dell’allenatore.
Cresciuto a Bellinzago Novarese, un comune piemontese a pochi passi dall’aeroporto di Malpensa, Bovio ha coltivato i suoi sogni osservando gli aerei decollare. Dopo aver mosso i primi passi nel Bulè Bellinzago, la squadra del suo paese, e aver già esordito in Serie C con la formazione Under 23, a 18 anni si è imbarcato per il tour precampionato in Australia, dove sta continuando a dimostrare il suo valore.
Suo padre Andrea, un artigiano ed ex calciatore di Eccellenza, ha sempre sostenuto il figlio, non senza un’iniziale ironia. “Le prime volte era una barzelletta, gli altri giocavano e lui raccoglieva le margherite”, aveva raccontato in passato. La passione e l’impegno hanno però trasformato quel bambino in un difensore promettente, capace anche di essere decisivo in attacco, come ricordato da un suo ex allenatore ai tempi del Suno, che lo schierava in avanti nei finali di partita per cercare il gol.
Il percorso di Bovio non è iniziato con il calcio, ma con il judo. Abbandonata l’arte marziale per il pallone, è entrato nel settore giovanile dell’Inter fin dalla categoria Esordienti, distinguendosi in Primavera prima del debutto tra i professionisti in Serie C. Il suo grande obiettivo è esordire in Serie A con la maglia nerazzurra e, un giorno, “vincere il Mondiale con l’Italia”. I suoi modelli di riferimento sono due icone della difesa come Carles Puyol e Sergio Ramos.
Nonostante le ambizioni sportive, la famiglia ha sempre sottolineato l’importanza dello studio, considerandolo il “piano A e B” per il suo futuro. Ma il “piano C”, il calcio, sta rapidamente scalando le gerarchie. Un pensiero speciale accompagna Bovio in campo: un braccialetto regalatogli dallo zio Aldo, tifoso della Roma scomparso qualche anno fa. Lo indossa a ogni partita, come un amuleto e un ricordo. Un gesto che unisce famiglia, passione e determinazione, elementi che Chivu ha riconosciuto: “Ho il compito di dare fiducia ai giovani”. Con prestazioni come quella di Bovio, il compito diventa più semplice.






