Como, la lista per la Champions è un problema

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Cronache sport calcio
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Il Como ha costruito una rosa per competere ad alti livelli in Serie A, ma per la sua prima, storica partecipazione alla Champions League emerge un ostacolo significativo. La società ha investito quasi 130 milioni di euro in sette nuovi acquisti, ma i rigidi paletti imposti dalla UEFA per la compilazione delle liste rischiano di creare seri problemi di gestione all’allenatore Cesc Fàbregas.

La questione riguarda la carenza di giocatori formati nei vivai italiani. Il regolamento europeo prevede che, entro il 2 settembre, ogni club presenti una lista di 25 calciatori. Di questi, quattro devono essere cresciuti nel vivaio del club e altri quattro nel settore giovanile di una qualsiasi squadra italiana. Se un club non dispone di questi giocatori, gli slot corrispondenti restano vuoti, riducendo di fatto il numero di atleti utilizzabili.

Questa norma crea una difficoltà specifica per le coppe, poiché le regole della Serie A sono più flessibili. Il campionato italiano, pur prevedendo un limite simile, esclude dal conteggio i calciatori che non avevano ancora compiuto 22 anni al 31 dicembre precedente. In Champions League, invece, questa eccezione non esiste, rendendo la compilazione della lista molto più complessa per una rosa con tanti stranieri come quella lariana.

Lo stesso tecnico Cesc Fàbregas ha ammesso la criticità. In una recente conferenza, ha dichiarato che la difficoltà principale sarà proprio la Champions e la compilazione delle liste, prevedendo una rosa “corta”. È un problema che nasce dalla rapida ascesa del club, passato in sette anni dalla Serie D all’elite europea, un percorso che non ha ancora permesso di sviluppare un settore giovanile al livello dei top club.

L’unico acquisto italiano dell’estate è stato il giovane Mattia Liberali. Gli altri giocatori in rosa cresciuti in un vivaio italiano sono i portieri Audero e Vigorito, i difensori Dossena e Goldaniga, il centrocampista Mazzitelli e l’attaccante Gabrielloni. Si tratta però di elementi considerati ai margini del progetto tecnico. Inoltre, è difficile ipotizzare un impiego continuativo dei giovanissimi Rispoli e Cassano, pur essendo prodotti del vivaio comasco.

Di conseguenza, per rispettare i vincoli, Fàbregas sarà costretto a esclusioni eccellenti dalla lista UEFA. Per poter inserire i pochi giocatori “formati in Italia” disponibili, dovrà tagliare diversi stranieri. Tra i nomi a rischio figurano acquisti recenti come il talento Cuenca, difensori importanti come Posch, Valle e Van der Brempt, ma anche attaccanti come Kuhn e Addai. Persino un profilo come Morata potrebbe rischiare il posto se il club dovesse acquistare un altro attaccante.

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