Juventus, Vlahović al Besiktas: la fine dell’illusione

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Cronache Mercato
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Dopo due anni e mezzo, si è conclusa l’avventura di Dusan Vlahovic con la maglia della Juventus. L’attaccante serbo è stato ceduto a titolo definitivo al Besiktas, chiudendo un capitolo che ha diviso tifosi e critica e che ora consente di tracciare un bilancio completo della sua esperienza a Torino.

Il club bianconero si era assicurato le sue prestazioni nel gennaio del 2022, investendo una cifra imponente: 70 milioni di euro più 10 di bonus versati alla Fiorentina. A questo si è aggiunto un ingaggio crescente, destinato a raggiungere i 12 milioni lordi a stagione, per un giocatore che a 22 anni sembrava destinato a diventare un trascinatore generazionale.

Le attese, tuttavia, sono state solo parzialmente soddisfatte. Nonostante un bottino di 68 reti in 168 presenze, il suo rendimento è apparso spesso discontinuo. Ha mostrato limiti tecnici evidenti, soprattutto nel controllo di palla e nel dialogo con i compagni, uniti a un nervosismo che ne ha condizionato le prestazioni in campo. Il suo unico trofeo in bianconero resterà la Coppa Italia del 2024, vinta grazie a un suo gol decisivo in finale contro l’Atalanta.

A sua parziale discolpa, va considerato il contesto in cui è arrivato. L’attaccante si è trovato a giocare in una delle Juventus più instabili di sempre, segnata da un terremoto societario che ha spazzato via un intero consiglio di amministrazione e da un susseguirsi di cambi dirigenziali e tecnici. In meno di tre anni è stato allenato da Allegri, Motta, Tudor e Spalletti.

Ciò nonostante, da un giocatore del suo calibro e costo ci si aspettava che riuscisse a trascinare la squadra anche nei momenti difficili. Il mercato stesso ha fornito un verdetto sul suo status attuale. Per mesi si sono rincorse voci su un suo possibile trasferimento in club di primissima fascia come Arsenal, Barcellona o Bayern Monaco, ma nessuna di queste opzioni si è concretizzata.

A 26 anni, nel pieno della maturità agonistica, ripartirà dunque dal campionato turco, dove ritroverà Vincenzo Italiano, l’allenatore che più di tutti lo aveva valorizzato ai tempi della Fiorentina. Sebbene il calcio turco sia economicamente solido, non rappresenta quel palcoscenico d’élite che il giocatore sognava.

Dal punto di vista economico, l’operazione è un successo per il centravanti e il suo entourage, che hanno strappato un contratto da 10 milioni netti a stagione più bonus. La Juventus, invece, dovrà ora risolvere il rebus del suo sostituto: l’arrivo di Kolo Muani non colma il vuoto, trattandosi di una punta mobile e non di un classico centravanti d’area di rigore.

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