Torino, mano di Vlasic: il VAR ha negato il rigore

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Cronache Mercato
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Un episodio arbitrale controverso ha acceso gli animi durante la partita tra Torino e Milan, diventando il fulcro delle analisi post-partita. La discussione si è concentrata su un potenziale calcio di rigore negato alla squadra rossonera, a seguito di un consulto tra l’arbitro e la tecnologia VAR che ha lasciato spazio a diverse interpretazioni.

L’incidente è avvenuto al 59° minuto di gioco. Nel corso di un’offensiva del Milan, un cross teso è stato indirizzato dalla fascia verso il cuore dell’area di rigore granata. A intercettare la traiettoria del pallone è stato il centrocampista del Torino, Nikola Vlasic, posizionato a protezione della propria porta.

Il pallone ha colpito il braccio del giocatore croato, un contatto che ha immediatamente scatenato le proteste vibranti dei calciatori milanisti. La squadra ospite ha chiesto a gran voce l’assegnazione della massima punizione, ritenendo il tocco irregolare e meritevole della sanzione.

Il direttore di gara, l’arbitro Zufferli, in un primo momento aveva lasciato proseguire il gioco, assegnando un semplice calcio d’angolo. La sua decisione è stata però messa in discussione dalla sala VAR, che lo ha richiamato per un controllo al monitor a bordo campo.

Dopo alcuni minuti di attesa, con la partita sospesa e la tensione palpabile, l’arbitro si è recato a rivedere l’azione. L’analisi si è focalizzata sulla posizione del braccio di Vlasic al momento del tocco e sulla dinamica del movimento, elementi cruciali per stabilire la punibilità secondo il regolamento vigente.

Al termine della “on-field review”, Zufferli ha confermato la sua decisione iniziale. Con un gesto eloquente ha comunicato che il contatto non è stato ritenuto falloso, e di conseguenza ha convalidato l’assegnazione del corner in favore del Milan, escludendo il penalty.

La valutazione della squadra arbitrale si è basata, con ogni probabilità, sulla considerazione del braccio in posizione congrua rispetto al movimento difensivo del corpo. Si è quindi esclusa la volontarietà o un aumento innaturale del volume corporeo, due dei criteri fondamentali per sanzionare un fallo di mano.

Nonostante la spiegazione implicita nella decisione, la scelta ha generato malumore e frustrazione tra le file rossonere, che si sono sentite penalizzate da un episodio potenzialmente decisivo per le sorti dell’incontro. La partita è proseguita, ma l’episodio è rimasto come uno dei momenti più discussi e analizzati della giornata di campionato.

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