Il Milan ha convinto all’esordio in campionato contro il Torino, lasciando un’impressione decisamente positiva. La squadra è apparsa a tratti brillante e, nonostante fosse solo la prima giornata, ha mostrato un’organizzazione tattica già avanzata, superando le aspettative. Il lavoro del tecnico Rúben Amorim ha iniziato a dare i primi, evidenti frutti.
L’approccio alla gara è stato chiaro: i rossoneri hanno cercato di dominare il gioco attraverso un possesso palla ragionato e una costante pressione alta per recuperare subito il pallone. Questa nuova identità ha trasmesso fiducia non solo all’ambiente esterno, ma soprattutto all’interno dello spogliatoio. Per i giocatori, è stato fondamentale constatare che i carichi di lavoro e i nuovi concetti tattici provati per settimane stanno già portando benefici concreti sul campo.
Tuttavia, non sono mancate le aree di miglioramento. La squadra dovrà crescere in termini di concretezza sotto porta. Pur costruendo buone trame, ha finalizzato poco, mancando di cinismo nell’ultimo passaggio e nel tiro. L’attaccante Gonçalo Ramos, in particolare, ha ricevuto pochi palloni giocabili ed è apparso a tratti isolato: servirlo con maggiore continuità sarà una delle prossime sfide per il tecnico.
La nota più lieta della partita è stata senza dubbio la prestazione di M’Baye Cissè. La sua è una storia quasi da favola: destinato a partire durante il mercato, con il Torino che sembrava una possibile destinazione, è stato invece confermato dal club. Amorim gli ha concesso piena fiducia e il giocatore ha risposto con una performance eccellente, ripagando la scelta della società.
Inevitabile è sorto un paragone con Rafael Leão, dato che Cissè ha occupato la stessa porzione di campo. La vera notizia è che l’assenza del fuoriclasse portoghese non si è avvertita. Questo non significa stabilire gerarchie definitive, ma sottolineare una differenza sostanziale nell’interpretazione del ruolo. Cissè è rimasto dentro la partita per tutti i novanta minuti, senza pause mentali o cali di tensione, un aspetto che in passato è stato spesso imputato a Leão.
Il cantiere rossonero, però, è ancora aperto. La rosa necessita di ulteriori innesti per essere competitiva su tutti i fronti. Con la probabile uscita di Gimenez, l’acquisto di un vice-Ramos diventa una priorità. Inoltre, le scelte del tecnico sembrano indicare un impiego prevalente di Moreira sulla fascia destra, lasciando la corsia mancina a Bartesaghi ed Estupiñan, una soluzione che potrebbe non garantire un livello qualitativo eccelso.
L’indicazione più forte arrivata dalla sfida con il Torino riguarda però il reparto difensivo. Finché Gila è rimasto in campo, la retroguardia ha dimostrato solidità e sicurezza. Dopo la sua sostituzione, complice anche un prevedibile calo atletico generale, la squadra è andata in sofferenza in modo preoccupante. Questa fragilità dovrebbe spingere la dirigenza a una riflessione profonda sulla necessità di inserire un difensore centrale di alto profilo, capace di dare certezze all’intero impianto di gioco. È questo il tassello mancante più urgente.








