Piazza Sant’Anna a Caserta, rivolta dei residenti. Parte la raccolta delle firme da presentare al prefetto

75
Caserta

CASERTA – Scoppia la protesta dei residenti per la scarsa sicurezza e la carenza di controlli nel centro cittadino, in particolare nell’area di piazza Sant’Anna e via Verdi. Esasperati da anni di degrado e indifferenza, i cittadini hanno promosso una raccolta firme per inviare un documento al prefetto Lucia Volpe e ai vertici delle forze dell’ordine. Nel testo si precisa con forza che il problema non è la presenza delle persone in piazza, ma l’assenza totale di un’attività di controllo e prevenzione continuativa da parte delle autorità. Presidiare il territorio non significa discriminare né reprimere, ma tutelare residenti, commercianti, passanti ed evitare che l’inciviltà prenda il sopravvento. Chi ha promosso l’iniziativa sottolinea di non voler fare il paladino della giustizia, ma di pretendere semplicemente che le istituzioni svolgano il proprio dovere senza alibi legati alla carenza di organico.

Non si possono accampare scuse sulla mancanza di risorse quando basterebbe sollecitare formalmente gli organi superiori per ottenere rinforzi adeguati. La petizione resterà aperta fino al 26 settembre per raccogliere il maggior numero possibile di adesioni e rompe il muro di rassegnazione generale. L’invito rivolto alla cittadinanza è quello di leggere il documento per comprendere che la battaglia riguarda il rifiuto di un bivacco incontrollato e privo di regole. Con questa azione collettiva la comunità chiede un intervento urgente e coordinato per restituire decoro, vivibilità e sicurezza a tutto il quartiere.

Il continuo stato di abbandono rischia infatti di compromettere definitivamente il tessuto sociale ed economico della zona commerciale circostante. I commercianti segnalano un calo delle presenze nelle ore serali, causato dal clima di tensione e dal timore delle famiglie di frequentare le piazze. Secondo i comitati, più volte l’assenza di pattugliamenti ha favorito il verificarsi di episodi di microcriminalità e di disturbo della quiete pubblica rimasti impuniti. I residenti chiedono che la videosorveglianza urbana venga integrata e affiancata da presidi fissi durante i momenti a maggior rischio di disordini. Garantire la sicurezza significa anche proteggere le fasce più deboli ed emarginate che spesso stazionano nella piazza privi di qualsiasi tipo di assistenza. Il manifesto vuole essere un campanello d’allarme e una proposta costruttiva rivolta a tutte le istituzioni preposte alla tutela dell’ordine pubblico. La certezza delle regole deve tornare a essere il pilastro fondamentale della vita di quartiere prima che il degrado diventi irreversibile. Un presidio costante delle forze dell’ordine rappresenterebbe la risposta più efficace e immediata alle lecite istanze di tutta la comunità casertana. La sottoscrizione del documento sarà infine accompagnata dalla richiesta di un incontro formale con il prefetto per illustrare l’esasperazione della zona.

“E’ una manifestazione indetta da me – spiega al telefono Antonio Di Majo portavoce dei cittadini – non per combattere l’immigrazione e il fenomeno dei senzatetto. Sto coinvolgendo gran parte degli abitanti e dei politici per chiedere alle autorità competenti un’attività di coordinamento continuativa sul territorio, per garantire una presenza più costante e congiunta. Il 26 settembre faremo un corteo apolitico e pacifico per consegnare al prefetto e al comando provinciale della Finanza a mano la richiesta di un intervento congiunto e continuativo. Appuntamento alle 10 con il saluto di don Antonello Giannotti in piazza Sant’Anna e con Andrea Campanile, che ci accompagnerà lungo il percorso fino a piazza Vanvitelli”.

La polizia ha intensificato i pattugliamenti e i servizi mirati nel centro cittadino dopo le richieste degli abitanti: l’altro ieri le Volanti e i Nibbio della questura hanno bloccato un tunisino per rapina. C’erano stati tre scippi di collane e cellulari a passanti e turisti appena poche ore prima. Gli agenti hanno tratto in arresto un diciottenne tunisino, perché indiziato di rapina aggravata in concorso, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Durante un pattugliamento in viale G. Douhet, i poliziotti hanno incrociato tre giovani in fuga che, alla vista della Volante, hanno tentato di far perdere le tracce. Dopo un breve inseguimento a piedi, sono riusciti a bloccare il diciottenne che ha opposto una violenta resistenza colpendo ripetutamente uno degli agenti. Le successive indagini hanno permesso di accertare che i tre avevano da poco rapinato un cittadino rumeno nella stessa zona, il quale ha poi formalmente riconosciuto il fermato. Condotto in carcere.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome