Andrea Guerrieri ha raggiunto un traguardo fondamentale nella sua carriera a 27 anni, conquistando per la prima volta l’accesso al tabellone principale di uno Slam agli US Open. Il tennista di Correggio, partito da numero 511 del mondo a gennaio, ha superato le qualificazioni newyorkesi da numero 187, coronando anni di intenso lavoro.
Il suo percorso è iniziato sui campi del circolo di Correggio all’età di 4 anni, spinto dalla passione del padre. Sebbene scriva e mangi con la sinistra, Guerrieri ha sviluppato un gioco da mancino pur essendo destro in altri sport. Dopo le prime fasi tra Correggio e Albinea, sostenuto dai genitori, ha trasferito la sua base di allenamento a Foligno tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.
Già da junior, Guerrieri aveva percepito di avere il potenziale per una carriera professionistica, ma la strada è stata in salita. Ha raccontato le difficoltà economiche che affrontano i tennisti fuori dalla top 150 ATP, un mondo fatto di investimenti continui con ritorni minimi. Per contenere le spese, ha spesso condiviso stanze d’albergo con altri giocatori, anche sconosciuti, e ha affrontato trasferte in solitaria per risparmiare sul costo dell’allenatore.
L’approdo a Flushing Meadows rappresenta una svolta non solo sportiva, ma anche economica. La partecipazione al main draw di uno Slam garantisce un montepremi che, come ha sottolineato lo stesso atleta, può superare i guadagni di un’intera stagione nei circuiti minori. Questo risultato fornisce una base solida per programmare il resto dell’anno con maggiore serenità.
Il successo è frutto di un’evoluzione tecnica mirata. Sotto la guida dei coach Gian Paolo Coppo e Riccardo Maiga, Guerrieri ha trasformato il suo stile da contrattaccante a giocatore più propositivo, cercando di comandare lo scambio e chiudere i punti a rete. L’obiettivo stagionale era proprio quello di giocare più partite di alto livello, consolidarsi nel circuito Challenger e affacciarsi alle qualificazioni dei tornei maggiori.
Guerrieri si inserisce nel brillante momento del tennis maschile italiano, un movimento che lui stesso definisce “stimolante”. Ha elogiato il lavoro della Federazione, capace di costruire un sistema di sviluppo efficace fin dalle categorie giovanili, e riconosce il valore del gruppo come spinta per la crescita collettiva.
Nato tennisticamente sul cemento, la sua superficie preferita, fuori dal campo nutre una grande passione per il calcio, tifando Juventus e Real Madrid, e soprattutto per la Formula 1.



