L’arrivo di Marten De Roon rappresenta l’ultimo tassello di un progetto sempre più definito dalla visione di Gian Piero Gasperini. “Un’opportunità che ci ha permesso di inserire un giocatore di valore, un capitano, che ha voluto fortemente venire a Roma”, ha commentato il tecnico a proposito del centrocampista olandese, un suo fedelissimo. L’acquisto simboleggia la crescente influenza dell’allenatore all’interno del club giallorosso.
La fiducia della proprietà e dell’ambiente è stata conquistata sul campo, attraverso il lavoro e i risultati sportivi, come il ritorno in Champions League. Di conseguenza, le richieste dell’allenatore vengono ora ascoltate con grande attenzione e il club si impegna per accontentarle. La sua credibilità ha permesso che le sue proposte e le sue decisioni avessero un peso sempre maggiore.
L’influenza di Gasperini si estende ben oltre il terreno di gioco, toccando aree strategiche del club. Sebbene la proprietà Friedkin mantenga saldamente il controllo, il tecnico è diventato una delle figure più autorevoli a Trigoria. Oltre a occuparsi della squadra, fornisce consulenze di mercato, interviene sulla logistica e suggerisce migliorie strutturali per il centro sportivo Fulvio Bernardini.
Questa evoluzione ha preso slancio dopo un periodo di rapporti complessi con la precedente gestione tecnica. La frase “È qui dentro che bisogna fare meglio le cose”, pronunciata in passato, ha anticipato un cambiamento profondo nel centro sportivo. Con le uscite di Frederic Massara e Claudio Ranieri, Gasperini ha progressivamente acquisito maggiore potere, consolidando la sua posizione in quattordici mesi di lavoro.
Moltissime delle nuove scelte dirigenziali sono state condivise con l’allenatore. La nomina del direttore sportivo Tony D’Amico, con cui Gasperini ha lavorato per tre anni a Bergamo vincendo un’Europa League, è stata caldeggiata dal tecnico stesso. Lo stesso percorso è stato seguito per altre figure chiave arrivate nella capitale.
Sono entrati a far parte dello staff anche il responsabile sanitario Riccardo Del Vescovo, già a Roma dal 2012 al 2019 e poi con Gasperini a Bergamo, il preparatore atletico Alessandro Pilati, che aveva collaborato con lui al Genoa, e il loan manager Alesandro Frara, suo ex giocatore nella Primavera della Juventus. Anche sul mercato, nomi come Castro e lo stesso De Roon, con cui il tecnico ha condiviso 395 partite, testimoniano la sua impronta.
Si delinea così per l’allenatore un profilo da manager all’inglese, una figura il cui parere è determinante anche nelle decisioni strategiche extra-campo. I Friedkin hanno imparato a conoscere e apprezzare il suo metodo, affidandosi sempre più ai suoi consigli. “Con la proprietà ho un rapporto diretto e molto bello”, ha dichiarato in passato Gasperini, pur ammettendo l’esistenza di “tempi diversi” nel raggiungimento degli obiettivi.
L’allenatore, arrivato tra un certo scetticismo, si è guadagnato stima e rispetto unanimi. Ora l’obiettivo è lasciare un segno ancora più importante, come ha dichiarato lui stesso: “In tre anni punto a vincere qualcosa”. Una promessa che ha ulteriormente rafforzato il suo legame con l’ambiente romanista.



