Calhanoglu, le origini del suo destro devastante

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Cronache sport calcio
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Hakan Çalhanoğlu si è confermato uno specialista delle conclusioni dalla distanza, come dimostrato nelle prime uscite stagionali con l’Inter contro Monza e Cagliari. La sua abilità nel segnare da fuori area è un marchio di fabbrica consolidato nel tempo. Dal campionato 2017-2018, il centrocampista turco ha messo a segno 22 reti in questo modo, superando specialisti come Dybala e Malinovskyi.

Negli ultimi quattro anni, con 15 gol da fuori area, si è posizionato dietro solo a campioni come Harry Kane e Kylian Mbappé. Una statistica che evidenzia la sua efficacia e che sembra destinata a migliorare, grazie a una tecnica affinata fin dalla giovane età.

Il segreto del suo tiro potente e preciso risiede in un mix di talento naturale e applicazione costante. Lo stesso giocatore ha raccontato di essersi esercitato a lungo fin da bambino con il padre per migliorare potenza e precisione. Un contributo fondamentale è arrivato poi da Stephan Gross, ex calciatore del Karlsruher e padre del centrocampista del Brighton, Pascal Gross.

“Una parte è talento, un’altra è applicazione”, ha spiegato Çalhanoğlu, rivelando come i consigli ricevuti abbiano perfezionato la sua abilità balistica. Le origini di questa dote risalgono al suo periodo nelle giovanili del Waldhof Mannheim, club in cui ha militato dal 2001 al 2009 e a cui è rimasto profondamente legato.

Proprio dopo aver firmato con l’Inter nel 2021, ha condiviso un video di quando era bambino, in cui esprimeva il sogno di diventare un grande trequartista. Un obiettivo raggiunto, prima di evolvere nel ruolo di regista che ricopre attualmente. Il suo legame con Mannheim è testimoniato anche dalla presenza dei suoi familiari in città.

Nel 2018, Hakan ha voluto omaggiare la sua città natale fondando il “Calhanoglu Fussbalzentrum”, un centro sportivo indoor con tre campi in erba sintetica. L’idea è nata dai suoi stessi allenamenti giovanili, quando si esercitava al chiuso studiando i rimbalzi del pallone contro il muro per affinare il controllo e la coordinazione.

La sua carriera è stata segnata da prodezze balistiche memorabili, come la punizione da 41 metri realizzata nel 2014 con la maglia dell’Amburgo contro il Borussia Dortmund. Già a 18 anni ha dimostrato grande personalità, indossando la maglia numero 10 del Karlsruher e trascinando la squadra dalla terza alla seconda divisione tedesca con 17 gol e 11 assist.

In totale, ha segnato 26 gol su calcio di punizione, ispirandosi al suo idolo Juninho Pernambucano, maestro indiscusso del Lione. Sebbene il record di 77 gol del brasiliano sia lontano, Çalhanoğlu ha sempre dichiarato di aver imparato a calciare studiando attentamente i video del suo mito.

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