US Open, Navone ha battuto il suo idolo Novak Djokovic

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Sport tennis
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Mariano Navone ha realizzato l’impresa più importante della sua carriera battendo Novak Djokovic al primo turno degli US Open. La vittoria contro il suo idolo d’infanzia sull’Arthur Ashe Stadium ha rappresentato una svolta per l’atleta argentino, fino a quel momento considerato principalmente uno specialista della terra rossa.

Originario di Nueve de Julio, cittadina argentina che porta il nome della data di indipendenza nazionale, Navone incarna la passione del suo paese per il tennis. Il suo stile di gioco grintoso e carismatico gli è valso il soprannome di ‘Navoneta’, un nomignolo che richiama la ‘Scaloneta’, la nazionale di calcio campione del mondo. Sebbene l’atleta abbia minimizzato il paragone, la sua fanbase è in continua crescita.

Il successo raggiunto non è arrivato facilmente. Il percorso di Navone è stato segnato da notevoli difficoltà, specialmente economiche. Durante il periodo della pandemia, mentre cercava di farsi strada nel circuito professionistico, ha affrontato momenti di grande incertezza. Un aneddoto da lui stesso raccontato rivela che un suo compagno di doppio ha dovuto rinunciare a un torneo perché gli erano rimasti solo dieci euro in tasca.

La svolta è arrivata anche grazie al supporto del giornalista Marcos Agosti, che si è impegnato per trovargli uno sponsor. Alla fine, la Dunlop ha creduto in lui fornendogli l’attrezzatura necessaria per competere: sei racchette, una borsa, uno zaino e altro materiale tecnico. Questo primo aiuto ha segnato la fine del periodo più buio e l’inizio della sua ascesa.

La vittoria del 31 agosto contro Djokovic ha avuto un valore che va oltre l’aspetto sportivo. Navone ha sconfitto il giocatore che ha ammirato fin da bambino, un momento che ha descritto come fondamentale per la sua crescita mentale. ‘Sono cresciuto guardando lui, Rafa e Roger, ma per Djokovic mi alzavo all’alba’, ha dichiarato l’argentino. ‘Per me è il più grande di sempre. Questo successo è un segnale di conferma del lavoro svolto’.

Il risultato di New York ha dimostrato la sua evoluzione come tennista completo, capace di essere competitivo anche sul cemento. In precedenza, i suoi migliori risultati erano arrivati sulla terra rossa, con un titolo ATP vinto a Bucarest e le finali raggiunte a Rio de Janeiro e Ginevra.

Questa crescita è frutto di un lavoro mirato. Nel 2023, non soddisfatto della sua impugnatura del dritto, ha deciso di modificarla radicalmente, ripartendo da zero. L’intuizione si è rivelata corretta: nel giro di pochi mesi ha vinto cinque tornei Challenger e ha scalato quasi 120 posizioni nel ranking mondiale, costruendo le basi per i successi attuali.

La sua filosofia è racchiusa in una risposta data a chi gli chiedeva cosa direbbe al se stesso del periodo più difficile: ‘Di aspettare. Le cose belle arrivano’. E per Navone, appassionato tifoso della squadra di calcio dell’Argentinos Juniors, le belle notizie sono finalmente arrivate, sia dentro che fuori dal campo da tennis.

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