Montezemolo, i successi con Ferrari e le sfide future

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Cronache sport formula1
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La storia dell’automobilismo italiano è legata a figure che hanno saputo guidare marchi e team di corse sui palcoscenici internazionali. Tra queste spicca Luca Cordero di Montezemolo, protagonista di due grandi ere del motorsport e del rilancio della Fiat, la cui avventura imprenditoriale prosegue anche a 79 anni.

Erede della famiglia dei marchesi di Montezemolo, si è avvicinato alle corse nel 1969. Dopo alcune esperienze in circuito e nei rally, nel 1973 è sbarcato in Formula 1 come assistente di Enzo Ferrari e responsabile della squadra corse. Sotto la sua direzione, la Rossa ha vissuto un’era iconica con le imprese di Niki Lauda, culminata con la vittoria di due titoli piloti e tre costruttori prima della sua uscita nel 1977.

Dopo aver ricoperto il ruolo di responsabile delle relazioni esterne in Fiat, nel 1991 ha accettato la chiamata per tornare a Maranello come Presidente. La sfida si è presentata subito difficile: la scuderia era scarsamente competitiva e ha affrontato un digiuno di vittorie fino al 1994. La svolta è arrivata con la nomina di Jean Todt a team principal, una scelta che ha dato il via a una profonda ristrutturazione della Scuderia Ferrari.

Lentamente, i risultati hanno cominciato ad arrivare. Dopo la vittoria di Gerhard Berger in Germania nel 1994, la rivoluzione è proseguita nel 1996 con l’arrivo del motore V10 e, soprattutto, di Michael Schumacher. Insieme al direttore tecnico Ross Brawn e al progettista Rory Byrne, si è formato un team destinato a dominare. Dopo aver sfiorato il titolo nel 1997 e 1998, nel 1999 la Ferrari è tornata a vincere il mondiale costruttori.

Dal 2000 al 2004 è iniziato un dominio senza precedenti: Michael Schumacher ha conquistato cinque titoli mondiali piloti consecutivi, portando il suo totale a sette. L’era vincente di Montezemolo si è completata con il titolo piloti di Kimi Raikkonen nel 2007 e i mondiali costruttori del 2007 e 2008, portando il palmarès complessivo della scuderia a 15 titoli piloti e 16 costruttori.

Oltre alle corse, Montezemolo è stato un protagonista dell’industria. Come presidente e AD di Ferrari, ha guidato il rinnovamento della gamma stradale, a partire dalla F355, prima auto con cambio sequenziale al volante. Nel 2004 è approdato alla presidenza del Gruppo Fiat in un momento di profonda crisi. La sua nomina e quella contestuale di Sergio Marchionne come AD hanno segnato l’inizio di un processo di modernizzazione che ha salvato l’azienda, di cui la Fiat 500 del 2007 è diventata il simbolo.

La sua carriera nell’automotive prosegue oggi come membro del consiglio di amministrazione del Gruppo McLaren. Montezemolo continua a osservare con attenzione l’evoluzione del settore, esprimendo un parere critico sulla transizione forzata verso l’elettrico. Ha dichiarato di ritenere l’elettrico puro adatto solo alle city car, mentre per le sportive vede un futuro basato su un ibrido innovativo. Recentemente ha commentato in modo netto la futura Ferrari elettrica, affermando che un progetto simile rischierebbe di compromettere il mito del Cavallino.

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