Mannarino, il tennista giramondo da 28 tornei in un anno

45
Sport tennis
Sport tennis

Adrian Mannarino, a 38 anni, si è distinto come il tennista che ha viaggiato più di tutti nel circuito professionistico. Durante la stagione ha accumulato circa 73.000 chilometri in otto mesi, una media di quasi 300 al giorno, confermando la sua fama di instancabile giramondo del tennis.

Il francese ha preso parte a 28 tornei, distribuiti in ogni angolo del globo. Un ritmo impressionante che, a sua detta, riesce a sostenere grazie a un metodo singolare. “Per rimanere tonico alla mia età uso la tequila. Mi aiuta a non pensare”, ha confessato durante un Australian Open, una filosofia che applica anche in campo. Mannarino è infatti noto per non voler conoscere il nome del suo avversario fino a poco prima del match, un approccio che spiazza spesso i suoi interlocutori.

La sua stagione è iniziata con l’Open di Melbourne. A febbraio, durante la stagione indoor europea, ha raggiunto un risultato di rilievo: la finale del torneo di Montpellier, la sua prima a livello ATP in tre anni. Nonostante la sconfitta contro Felix Auger-Aliassime, la prestazione gli ha permesso di risalire fino alla posizione numero 43 del ranking. In seguito ha partecipato al Challenger di Phoenix e al Masters 1000 di Miami, dove è stato eliminato da Tommy Paul.

Come da lui stesso ammesso, la terra battuta non è la sua superficie preferita. Nonostante ciò, non ha saltato lo swing europeo sul rosso, partecipando a tornei a Bucarest, Montecarlo, Barcellona, Madrid, Cagliari, Roma e Ginevra. In due mesi non ha ottenuto vittorie, concludendo con una sconfitta nel derby francese contro Ugo Humbert al Roland Garros.

La crisi è stata presto superata con l’inizio della stagione su erba, superficie a lui più congeniale. A giugno ha raggiunto un’importante semifinale a s’Hertogenbosch, fermato solo da Alex de Minaur, che lo ha poi sconfitto anche a Wimbledon. Subito dopo ha attraversato di nuovo l’oceano per il tour estivo nordamericano, giocando senza sosta a Washington, Montreal, Cincinnati e Winston-Salem prima dello US Open.

Nel circuito, Mannarino è considerato un avversario ostico. Il suo stile di gioco, privo di colpi particolarmente potenti ma ricco di variazioni e costanza, mette in difficoltà molti tennisti. Questa regolarità gli ha consentito di raccogliere punti ogni settimana, mantenendosi spesso tra le teste di serie. La sua carriera è la sintesi di un’incredibile dedizione, una filosofia di vita unica e una presenza costante nel tour mondiale.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome