Il Tribunale Federale Nazionale ha posto fine alla controversia tra l’arbitro Rosario Abisso e l’Associazione Italiana Arbitri, accogliendo il ricorso del fischietto siciliano. La Sezione Disciplinare ha dichiarato illegittima la delibera con cui l’AIA ne aveva disposto la dismissione, ordinandone il reintegro immediato negli organici.
La vicenda ha avuto inizio il 1° luglio 2026, quando l’AIA, tramite il suo Comunicato Ufficiale n. 1, aveva escluso Abisso dalla lista degli arbitri effettivi per la Commissione Arbitri Nazionale (CAN). La motivazione ufficiale addotta è stata il raggiungimento dei “limiti di permanenza nel ruolo”, una norma interna che regola il numero massimo di stagioni di militanza per un direttore di gara nelle massime categorie.
Di fronte a una decisione che avrebbe di fatto interrotto la sua carriera ai vertici, l’arbitro della sezione di Palermo, classe 1985, non si è arreso. Assistito legalmente dall’avvocato Andrea Capone, ha presentato un’istanza formale al Tribunale Federale Nazionale, contestando la legittimità del provvedimento e chiedendone l’annullamento.
Il collegio giudicante ha esaminato la documentazione e le argomentazioni delle parti, giungendo a una pronuncia definitiva. Nella sentenza, il Tribunale ha accolto in toto il ricorso, affermando testualmente “l’illegittimità della delibera […] nella parte in cui dispone la dismissione del sig. Rosario Abisso”.
Questo verdetto ha reso definitiva una situazione che era già in evoluzione. Grazie a un’ordinanza cautelare ottenuta in precedenza, al direttore di gara era già stato concesso di partecipare al raduno precampionato della CAN, sebbene in posizione di sovrannumero in attesa del giudizio di merito.
Con la sentenza favorevole, la sua posizione è stata pienamente regolarizzata. Rosario Abisso sarà dunque a tutti gli effetti un arbitro a disposizione della CAN per la stagione sportiva 2026-27, disponibile per le designazioni di Serie A e Serie B. La decisione rappresenta un importante precedente giuridico nei rapporti tra gli associati e l’organo di governo degli arbitri italiani.




