GP Monaco, la FIA riscrive il podio: Gasly penalizzato

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Cronache sport formula1
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La Corte d’Appello Internazionale della FIA ha definitivamente riscritto la classifica del Gran Premio di Monaco. Accogliendo i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, il collegio giudicante ha ripristinato le due penalità di 5 secondi inflitte al pilota dell’Alpine, Pierre Gasly. La decisione ribalta un precedente verdetto dei Commissari Sportivi e toglie al pilota francese il terzo posto.

Di conseguenza, Isack Hadjar (Red Bull) è tornato sul podio, riconquistando il trofeo che aveva dovuto cedere a Gasly. La vicenda era iniziata quando i Commissari avevano annullato le sanzioni al pilota francese, applicate per aver superato il limite di velocità nella corsia dei box durante un pit stop.

L’intero caso è ruotato attorno a un’anomalia nel sistema di cronometraggio all’ingresso della pit lane monegasca. A causa di una modifica al tracciato, la traiettoria più stretta percorsa dai piloti ha reso impreciso il sistema di rilevamento, impostato su una distanza maggiore di 77 centimetri rispetto a quella minima effettiva. L’errore ha portato il sistema a segnalare velocità superiori al limite di 60 km/h, mentre in realtà erano inferiori. Su questa base tecnica l’Alpine aveva ottenuto la cancellazione delle penalità per Gasly.

La decisione, però, ha spinto McLaren e Red Bull a presentare appello. I due team hanno sostenuto che l’annullamento della sanzione solo per Gasly creasse una grave disparità di trattamento. Altri piloti, infatti, avevano ricevuto la stessa penalità e avevano scelto di scontarla durante la gara, compromettendo la propria strategia, a differenza di Gasly che aveva optato per sommarla al tempo finale.

I ricorrenti hanno inoltre evidenziato come la revoca post-gara violasse il principio di stabilità delle regole, su cui i team fanno affidamento per calibrare i limitatori di velocità. Modificare retroattivamente il parametro di misurazione per un singolo concorrente avrebbe costituito, secondo loro, una discriminazione inaccettabile.

Nella sentenza, emessa dopo un’udienza tenutasi a porte chiuse, la Corte d’Appello ha accolto le tesi di McLaren e Red Bull. I giudici hanno stabilito che il principio di equità sportiva e parità di trattamento, sancito dal Codice Sportivo Internazionale, è prioritario. Chi ha sacrificato la prestazione per rispettare i limiti non può essere svantaggiato da una modifica retroattiva.

Inoltre, la Corte ha sottolineato che né la Formula 1 né l’Alpine sono state in grado di fornire una prova certa dell’esatta traiettoria percorsa da Gasly. La ricostruzione fornita dal team francese è stata definita una “migliore stima approssimativa”, insufficiente per confutare i dati del sistema di cronometraggio ufficiale. Le sanzioni originarie sono state quindi ritenute valide e l’ordine d’arrivo è stato corretto di conseguenza.

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