Verstappen duro con Red Bull: ‘Monoposto inguidabile’

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Cronache sport formula1
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Il fine settimana del Gran Premio di Monza si è rivelato più complesso del previsto per Max Verstappen. Il campione del mondo in carica, pur reduce da un rinnovo contrattuale con Red Bull e protagonista di una stagione finora dominante, ha manifestato un crescente nervosismo per le prestazioni della sua monoposto, culminato in una serie di comunicazioni radio molto critiche verso il team.

Le prime avvisaglie sono emerse già durante le sessioni di prove libere, quando il pilota olandese ha iniziato a lamentare una sensibile mancanza di potenza sui lunghi rettilinei che caratterizzano l’autodromo brianzolo. La frustrazione è emersa con chiarezza in un commento ironico rivolto al suo ingegnere di pista, Giampiero Lambiase. In un paragone a tema con la location italiana, Verstappen ha dichiarato di avere “meno potenza di una Fiat Punto”, sottolineando l’impossibilità di lottare con gli avversari e la forte dipendenza dalla scia di altre vetture per mantenere una velocità adeguata.

La tensione è salita ulteriormente durante la sessione di qualifica. Nonostante sia riuscito a conquistare la sesta posizione sulla griglia di partenza, un risultato comunque di rilievo, il pilota ha inviato un team radio dai toni perentori, descrivendo una monoposto quasi ingovernabile. “La macchina è rotta di nuovo nell’asse posteriore”, ha comunicato Verstappen alla sua scuderia con evidente disappunto. Ha poi aggiunto dettagli specifici, definendo la vettura “inguidabile in curva 2, 4 e 5”, passaggi tecnici del circuito, e concludendo la comunicazione con un secco “è allucinante”.

Le difficoltà tecniche riportate dal campione del mondo hanno messo in evidenza una possibile criticità nell’assetto della Red Bull per il cosiddetto “Tempio della Velocità”. Un problema all’asse posteriore, come quello denunciato, può infatti compromettere gravemente la stabilità in frenata e la trazione in uscita dalle curve a bassa velocità, elementi cruciali per ottenere un buon tempo sul giro a Monza. La carenza di velocità di punta, inoltre, rappresenta un handicap significativo su un circuito dove i rettilinei costituiscono la maggior parte del tracciato, rendendo i sorpassi in gara estremamente difficili senza l’aiuto del DRS o della scia.

Il risultato finale della qualifica, un sesto posto, assume quindi una luce diversa se letto alla luce delle parole del pilota, apparendo più come un esercizio di limitazione dei danni che come una prestazione in linea con le aspettative. Le dure critiche di Verstappen hanno messo in allarme l’intero box della Red Bull, che sarà chiamato a un lavoro intenso per analizzare i dati e risolvere i problemi di affidabilità e prestazione in vista della gara. La sfida per il team sarà quella di fornire al proprio pilota di punta una vettura in grado di esprimere il suo potenziale e consentirgli di puntare a una rimonta.

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