L’era di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina si è già conclusa. L’inizio disastroso di campionato, con tre sconfitte nelle prime tre giornate, 9 gol subiti e uno solo segnato, ha spinto la società viola al primo cambio tecnico della stagione.
Al suo posto, la dirigenza guidata da Fabio Paratici ha deciso di richiamare Paolo Vanoli, già artefice della salvezza conquistata nella complicata stagione precedente, iniziata sotto la guida di Stefano Pioli.
Pochi giorni prima del suo ritorno, in un’intervista del 29 agosto, lo stesso allenatore aveva espresso amarezza per la conclusione della sua precedente esperienza a Firenze. Aveva criticato i tempi della separazione, pur riconoscendo il diritto della società di scegliere.
In quella stessa occasione, aveva però elogiato il mercato estivo condotto da Paratici, definendolo la base per “costruire un sogno” e dicendosi orgoglioso di aver lasciato la squadra in Serie A, permettendo al club di ripartire con un progetto ambizioso.
La Fiorentina cambierà volto a partire dal modulo. Nella passata stagione, Vanoli aveva iniziato con il 3-5-2 per poi virare su un 4-3-3, lo stesso schema utilizzato senza successo da Grosso. La differenza sostanziale risiede negli interpreti a disposizione.
All’epoca, il tecnico aveva lamentato l’assenza di “veri esterni”, ruolo che riteneva fondamentale nel calcio moderno. Ora, invece, potrà contare su coppie di specialisti per le fasce: Mastantuono e Gnonto a destra, Pedro Gonçalves e Njie a sinistra.
Il primo a beneficiare del cambio in panchina sarà con ogni probabilità Nicolò Fagioli. L’ex centrocampista della Juventus era stato uno dei migliori nel ruolo di regista con la precedente gestione tecnica, ma non aveva trovato la stessa sintonia con Grosso.
Lo stesso allenatore lo aveva recentemente definito “un ragazzo intelligente e dotato di grande personalità tecnica”, sottolineando la sua capacità di adattarsi al ruolo di play. È lecito attendersi che Fagioli torni a essere il fulcro del centrocampo, con Ndour che potrebbe anch’egli trovare nuovo slancio.
Anche in difesa ci saranno dei cambiamenti. Luca Ranieri, punto fermo nella passata stagione con 32 presenze, punta a riconquistare una maglia da titolare. La nuova coppia centrale formata da Dragusin e Viery non ha fornito le garanzie sperate, aprendo spazi per lui e per Marin Pongracic.
Discorso simile per Dodô, rimasto a Firenze nonostante le voci di mercato. Il nuovo tecnico è pronto a rilanciarlo come terzino destro titolare a discapito di Joao Mario. Sulla fascia sinistra, invece, il ballottaggio tra Jimenez e Valdepenas rimane aperto.
In attacco, un’attenzione particolare sarà rivolta ad Alieu Njie. Fu proprio Vanoli a lanciare l’esterno svedese in Serie A nel 2004 con la maglia del Torino. Con lui, Njie ha sempre goduto di grande fiducia e con ogni probabilità sarà un elemento centrale del tridente.
Sulla fascia destra Mastantuono, giocatore a piede invertito, incarna il prototipo ideale per il gioco del tecnico e sarà un punto fermo. Per il ruolo di centravanti, la scelta sarà tra Beto e Pellegrino. L’argentino si è sbloccato, ma il portoghese appare più funzionale e simile per caratteristiche a Kean, un profilo apprezzato dall’allenatore. La loro gestione dipenderà anche dall’avversario.







