Juventus: Gatti, la provocazione del suo ex allenatore

20
Cronache Mercato
Cronache Mercato

Sergio Galeazzi, ex allenatore di Federico Gatti ai tempi del Verbania, ha concesso un’intervista in cui ha esaltato le qualità del difensore della Juventus, definendolo il migliore della rosa. Secondo il tecnico, le sue reti decisive non rappresentano più una sorpresa, ma la conferma di un carattere eccezionale. “I goal di Federico ormai non fanno nemmeno più notizia. I jolly possono pescarli tutti, ma lui dimostra sempre di esserci quando le cose non vanno bene. Non ha paura di niente, è entrato con l’intento di far goal e ci è riuscito”.

Galeazzi ha sottolineato come la grinta del giocatore sia stata fondamentale anche in Nazionale, dove è stato impiegato in un momento di difficoltà. “Spalletti, che non lo vede un granché bene, lo ha buttato dentro per la disperazione ma si ricrederà. Ha azzeccato la mossa, va bene, ma il merito è tutto di Gatti. Penso che Federico non debba più essere solo l’ultima delle scelte, lui merita di essere titolare e lo diventerà”.

Il suo ex mentore si è poi spinto oltre, con una provocazione forte e un paragone audace. “Se venisse schierato attaccante, Federico darebbe molto di più di Kolo Muani e degli altri per cui hanno speso grosse cifre. Come punta, fa meglio di tutti quanti lì dentro”. Galeazzi ha comunque precisato che, per un top club che punta a vincere, si tratterebbe di una “mossa della disperazione, sarebbe un po’ tutto azzardato”. Il concetto di fondo, però, resta: il suo potenziale offensivo sarebbe superiore a quello di molti specialisti.

L’analisi si è spostata anche sulle dinamiche di mercato della scorsa estate, quando il difensore è stato vicino alla cessione. Una scelta che Galeazzi non avrebbe condiviso e che ha criticato apertamente. “Sarebbe stato l’ennesimo errore fatto dalla dirigenza juventina. Se lui avesse accettato, la Juve lo avrebbe venduto. Per prendere chi, poi? Se lo avesse venduto al Napoli lo avrebbe sostituito con uno straniero che non vale il nostro Gatti. Ma perché?”.

Infine, l’elogio alle qualità umane e all’attaccamento alla maglia, considerate un valore aggiunto irrinunciabile. “Un giocatore così lo terrei tutta la vita, oltretutto è italiano. È juventino, è l’ultimo ad arrendersi. Dà l’anima, sputa sangue ed è un uomo spogliatoio. Io proprio non capisco certe logiche”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome