Si è interrotta in modo inaspettato una delle strisce di imbattibilità più impressionanti del calcio contemporaneo. L’Al-Hilal, guidato da Simone Inzaghi, ha subito la sua prima sconfitta nei novanta minuti di gioco da quando il tecnico piacentino siede sulla panchina del club saudita. L’evento si è materializzato nel corso di una partita della Saudi Pro League contro il Neom.
La squadra allenata dal francese Christophe Galtier, ex tecnico del Paris Saint-Germain, ha compiuto l’impresa espugnando il campo della capolista con un secco 2-0. Un risultato che ha messo fine a una serie di 47 risultati utili consecutivi, un record che ha fatto il giro del mondo e ha consolidato la reputazione dell’allenatore italiano anche in Medio Oriente.
La partita ha preso una piega sfavorevole per i padroni di casa a causa di un episodio tanto sfortunato quanto decisivo. È stato infatti un autogol di Kalidou Koulibaly a sbloccare il risultato. L’ex difensore del Napoli, uno dei pilastri della retroguardia, ha deviato goffamente il pallone nella propria porta, regalando il vantaggio agli avversari.
Nonostante i tentativi di reazione, la formazione di Inzaghi non è riuscita a trovare la via del gol per riequilibrare l’incontro. Nel finale di gara, con la squadra di casa sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio, il Neom ha trovato il colpo del ko con Amadou Koné, che ha siglato la rete del definitivo 2-0 e ha chiuso ogni discorso.
La battuta d’arresto ha posto fine a un cammino straordinario. La serie di 47 partite senza sconfitte nei tempi regolamentari abbracciava tutte le competizioni a cui il club ha partecipato: il campionato nazionale, la Champions League asiatica e le coppe nazionali. Questo percorso netto aveva trasformato l’Al-Hilal in una corazzata apparentemente inaffondabile.
Sotto la guida dell’ex allenatore di Lazio e Inter, la squadra ha espresso un calcio dominante e propositivo, diventando un punto di riferimento non solo in Arabia Saudita ma in tutto il continente asiatico. L’imbattibilità era diventata un marchio di fabbrica, alimentando l’entusiasmo dei tifosi e la pressione mediatica a ogni partita.
Questa sconfitta arriva dopo una stagione precedente in cui, pur chiudendo da imbattuto, Inzaghi non era riuscito a sollevare i trofei più prestigiosi. Il campionato era sfuggito per un soffio a vantaggio dell’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo, mentre il sogno della Champions asiatica si era infranto ai calci di rigore contro l’Al-Sadd di Roberto Mancini, un’altra conoscenza del calcio italiano.
Tali delusioni non hanno scalfito il lavoro del tecnico, che ha continuato a costruire un gruppo solido e vincente. La lunga striscia positiva è stata la dimostrazione della sua capacità di dare un’identità precisa alla squadra e di mantenerla costantemente ai massimi livelli di concentrazione e rendimento.
La fine del record, per quanto dolorosa, potrebbe rivelarsi un fattore positivo. Liberati dal peso psicologico di dover difendere a ogni costo l’imbattibilità, i giocatori potranno ora concentrarsi con maggiore serenità sugli obiettivi stagionali. La leadership in campionato rimane solida e il percorso nelle coppe è ancora aperto.
La reazione a questo primo passo falso sarà un banco di prova fondamentale per misurare la maturità del gruppo e la capacità di Inzaghi di gestire un momento di difficoltà, per quanto isolato. Il cammino verso la conquista dei titoli è ripartito, senza più l’assillo dei record ma con la stessa fame di vittorie.




