Carlos Alcaraz ha deciso di lasciare il gruppo di tennisti impegnati nella battaglia per ottenere una maggiore quota dei ricavi dei tornei del Grande Slam. La decisione dello spagnolo rappresenta un colpo per la campagna e segna una netta distanza di visione rispetto al suo rivale, Jannik Sinner, che rimane invece tra i principali sostenitori dell’iniziativa.
La notizia è stata rivelata dal quotidiano The Times durante lo svolgimento degli US Open, creando notevole scalpore. Alcaraz, che inizialmente aveva firmato la lettera di richieste inviata ai quattro Slam insieme a Sinner, Aryna Sabalenka e Coco Gauff, ha fatto marcia indietro. Secondo le indiscrezioni, il suo rappresentante, Albert Molina, ha comunicato l’uscita dalla campagna proprio alla vigilia del torneo di New York.
La protesta dei giocatori era nata con l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 una quota del 22% dei ricavi destinata agli atleti, oltre a maggiori contributi per il loro benessere e alla creazione di un consiglio consultivo. Durante gli Internazionali d’Italia, la protesta si era intensificata, con alcuni atleti che avevano evocato la possibilità di un boicottaggio. Prima del Roland Garros, i giocatori avevano inoltre ridotto gli impegni con i media come gesto simbolico.
Queste azioni di pressione hanno prodotto risultati concreti. Wimbledon ha aumentato il montepremi a 64,2 milioni di sterline, mentre gli US Open hanno portato il totale a 108 milioni di dollari, con fondi aggiuntivi per il benessere dei tennisti. È stato inoltre annunciato un Consiglio consultivo dei giocatori del Grande Slam.
La scelta di Alcaraz sembra legata soprattutto a un’altra priorità: la lotta contro un calendario ATP ritenuto troppo denso. Lo spagnolo, reduce da uno stop per infortunio, ha dichiarato di voler prendere in futuro pause più lunghe per preservare la propria condizione fisica, anche a costo di saltare alcuni tornei. Secondo il suo punto di vista, il numero crescente di appuntamenti obbligatori aumenta il rischio di infortuni e affaticamento per tutti.
Questa posizione lo differenzia da Sinner, rimasto in prima linea nella battaglia economica. La campagna, comunque, proseguirà anche senza il campione spagnolo. I giocatori puntano ora a scegliere autonomamente i rappresentanti del nuovo consiglio e continuano a chiedere una maggiore partecipazione alle decisioni sportive e finanziarie. È indubbio, però, che l’assenza di Alcaraz indebolisca la forza contrattuale del gruppo.





