Sono piovute critiche eccessive sul grande colpo estivo del Milan. Per Gonçalo Ramos, arrivato dal Paris Saint-Germain per 74 milioni di euro più bonus, è scattato un meccanismo di giudizio severo: l’aspettativa era che segnasse a ogni partita, e ogni sua prestazione non brillante è stata commentata con durezza.
L’elevata frequenza delle partite e la pressione dei social media hanno alimentato valutazioni immediate. Queste analisi spesso non hanno tenuto conto del contesto tattico in cui il centravanti è stato inserito, dato che il suo rendimento dipende in larga misura dalle scelte e dalle caratteristiche dei compagni.
La partita contro la Juventus è stata emblematica: Ramos è apparso tra i meno convincenti, agendo lontano dall’area di rigore senza mai rendersi pericoloso. L’attenzione si è quindi spostata sui suoi undici chilometri percorsi, un dato che evidenzia il grande lavoro in fase di non possesso e la mentalità appresa a Parigi con Luis Enrique.
Nonostante l’ex CT spagnolo gli abbia spesso preferito altri, ha arricchito il bagaglio del portoghese, rendendolo un nove più completo. La domanda, però, è se al Milan serva questo tipo di giocatore. La risposta è no: dopo l’addio di Giroud, il club cerca una punta internazionale che garantisca un cospicuo numero di gol.
Sulla carta, Gonçalo Ramos ha le qualità per colmare quel vuoto, come dimostrano i suoi numeri con Benfica, PSG e nazionale. Il problema, dopo le prime uscite, è che la squadra non ha ancora trovato il modo di innescarlo e valorizzarne le doti. Ramos è soprattutto un attaccante che vive e prospera dentro l’area di rigore.
La sua intelligenza calcistica gli permette di muoversi con efficacia negli ultimi sedici metri, creando spazi e rappresentando una minaccia costante. Non sarà l’archetipo del bomber da 25 reti a stagione, ma è un’arma tattica fondamentale se messo nelle giuste condizioni. Condizioni che la squadra di Rubén Amorim non ha ancora creato.
La manovra è ancora lontana dall’idea del nuovo allenatore e a risentirne è proprio il finalizzatore. Contro la Juve è mancata qualità dalla trequarti in su, con troppi errori tecnici e l’assenza di cross, un fondamentale che ha sempre esaltato le sue doti. Per questo, le critiche per la sua partenza con un solo gol in tre presenze appaiono ingiustificate.






