Kimi Antonelli ha raggiunto Madrid per il nuovo Gran Premio cittadino con le idee chiare. Dopo la memorabile rimonta e la vittoria a Monza, il pilota della Mercedes ha subito archiviato i festeggiamenti per concentrarsi sulla prossima sfida, consapevole che il circuito spagnolo presenterà difficoltà inedite.
Il ricordo del successo è ancora vivo, simboleggiato da un pasto speciale. “Non erano gli spaghetti al ragù più buoni che io abbia mai mangiato, ma decisamente i più speciali”, ha raccontato il ventenne, che ha mangiato la pasta direttamente dentro al trofeo per celebrare l’impresa. Partito diciannovesimo, ha concluso la gara sul gradino più alto del podio.
“Non ho ancora realizzato pienamente quanto ho vissuto, il che forse è un bene perché mi ha permesso di focalizzarmi subito sulla preparazione di Madrid”, ha aggiunto. Ha confessato un leggero dispiacere per non aver festeggiato a dovere, ma ha programmato di recuperare durante la settimana di pausa successiva alla gara spagnola.
Dopo la vittoria, Antonelli si è concesso una sola giornata libera, che ha trascorso sui kart insieme a tutto il suo team. “Il giorno dopo ero già in Inghilterra al simulatore, ma lunedì ce la siamo goduta. Non giravo con i kart da gara da gennaio e a fine giornata ero distrutto”, ha spiegato.
Questa iniziativa ha destato qualche preoccupazione nel team principal Toto Wolff, il quale ha rivelato di avere una “lunga storia di incidenti durante attività fuori dalla pista”. Antonelli ha confermato la reazione di Wolff con un sorriso: “Sì, mi ha mandato un messaggio per sapere se fosse tutto a posto, ma l’ho visto solo la sera”. Ha poi tranquillizzato tutti, precisando di aver girato quasi da solo e in modo rilassato.
L’attenzione è ora tutta rivolta al nuovo tracciato di Madrid. “Il mio approccio non cambia, continuo a lavorare come ho fatto per tutto l’anno. Penso solo a Madrid, una pista complicata dove non sarà facile adattarsi”, ha dichiarato Antonelli. L’esperienza al simulatore ha fornito una prima impressione, ma le Prove Libere saranno cruciali per tutti.
Il pilota ha paragonato il circuito a quello di Jeddah, un cittadino veloce con muretti vicini, ma ha sottolineato che a Madrid il margine di errore sarà ancora più ridotto. “È una pista complessa non solo per la guida ma anche per il setup. Ci sono curve lente, curve veloci e vari tipi di frenate. La macchina dovrà anche assorbire bene i cordoli”.
La configurazione del tracciato suggerisce che i sorpassi in gara saranno difficili, rendendo la qualifica un momento decisivo. Il suo piano è semplice e diretto: “Fare la pole, mettersi là davanti e scappare via”. Un obiettivo ambizioso che richiederà un weekend di lavoro perfetto da parte di tutto il team.







