Juventus, conti ok ma serve una cessione entro giugno

29
Cronache Mercato
Cronache Mercato

La situazione finanziaria della Juventus, dopo una sessione di mercato estiva complessa, ha mostrato segnali di miglioramento ma pone il club di fronte a una scadenza cruciale. L’analisi è stata fornita da Fabrizio Bava, professore di Economia all’Università di Torino, che ha delineato un quadro dettagliato in vista di un bilancio che non beneficerà degli introiti della Champions League.

L’amministrazione guidata da Giovanni Carnevali è riuscita a rinnovare in modo significativo la rosa contenendo al contempo le spese. Questa strategia si è basata su scommesse mirate su profili di prospettiva e sull’utilizzo di prestiti per completare l’organico. Nonostante gli sforzi, l’incremento complessivo dei costi fissi, tra ammortamenti e ingaggi, si è attestato intorno ai 15 milioni di euro: un prezzo considerato accettabile per mantenere la competitività della squadra ai massimi livelli.

Tuttavia, l’equilibrio raggiunto rimane fragile. Secondo l’analisi, una singola operazione onerosa ha rischiato di vanificare gran parte dei risparmi ottenuti da cessioni importanti, come quella di Dusan Vlahovic. Questo dimostra come ogni mossa sul mercato debba essere attentamente ponderata per non compromettere il percorso di risanamento finanziario intrapreso dalla società.

La via d’uscita per garantire la sostenibilità a breve termine è chiara: sarà necessaria una cessione entro il 30 giugno. L’operazione non dovrà necessariamente coinvolgere un big della squadra, ma piuttosto un giocatore il cui impatto a bilancio, tra ingaggio residuo e quota di ammortamento, risulti particolarmente gravoso. L’obiettivo è generare una plusvalenza che alleggerisca i conti in maniera decisiva.

Questo scenario si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà strutturali. Da circa cinque anni, la Juventus non è riuscita a registrare plusvalenze di rilievo, definite come operazioni superiori ai 20 milioni di euro. A questo si aggiunge la difficoltà nel cedere gli esuberi alle cifre richieste, mentre il club ha mostrato la volontà di non privarsi dei suoi principali asset tecnici per non indebolire la rosa.

Guardando al futuro, il raggiungimento del pareggio di bilancio (break-even) entro il 2028 appare un obiettivo complicato. Per centrarlo, la dirigenza avrà davanti due strade alternative ma non esclusive. La prima consiste nel ridurre ulteriormente i costi aumentando contemporaneamente i ricavi commerciali e sportivi; la seconda prevede la realizzazione di una serie di plusvalenze significative nei prossimi due anni, valorizzando sia i giovani talenti sia i profili più affermati e facilmente monetizzabili.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome