NAPOLI – Una notte di alta tensione quella appena trascorsa nei dintorni dello stadio “Diego Armando Maradona”, dove un potenziale agguato o un grave episodio di violenza è stato sventato in extremis dall’intervento della Polizia di Stato. Al termine di un’operazione mirata, due giovani, un 18enne appena maggiorenne e un 23enne, entrambi napoletani, sono stati tratti in arresto con la pesante accusa di possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive. Per loro è scattata anche una denuncia a piede libero per porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Il blitz è scattato nel delicato e spesso turbolento scenario del post-partita. Mentre le forze dell’ordine gestivano il deflusso dei tifosi della squadra ospite, un momento cruciale per la sicurezza pubblica, l’occhio esperto dei Falchi della Squadra Mobile ha intercettato un segnale allarmante. I poliziotti, in borghese e a bordo delle loro agili moto, hanno notato uno scooter con a bordo due individui il cui atteggiamento non lasciava presagire nulla di buono. Vestiti interamente di scuro, con i volti parzialmente coperti per non essere riconoscibili, i due sfrecciavano nell’area con fare sospetto, apparentemente in attesa del momento propizio per agire.
Il loro abbigliamento, definito in gergo tecnico “travisamento”, è stato il primo campanello d’allarme che ha spinto gli agenti a intervenire senza esitazione. Una volta bloccato lo scooter, è scattato un meticoloso controllo che ha immediatamente confermato i peggiori sospetti. Addosso ai due giovani, abilmente occultati sotto gli indumenti, sono stati rinvenuti diversi fumogeni di tipo industriale. Non si trattava di semplici torce da stadio, ma di artifizi potenti, capaci di generare una densa cortina di fumo e potenzialmente causare problemi respiratori e panico se utilizzati in un contesto di scontri ravvicinati.
Ma la scoperta più inquietante doveva ancora arrivare. Ispezionando il vano sottosella del mezzo a due ruote, i Falchi hanno trovato un martello. Un oggetto che, in un simile contesto, perde la sua natura di utensile da lavoro per trasformarsi in una vera e propria arma impropria, micidiale in un corpo a corpo e chiara spia di intenzioni violente. L’equipaggiamento completo – abiti scuri, volto coperto, fumogeni per creare caos e un martello per offendere – disegna il profilo di un commando pronto a scatenare la guerriglia, probabilmente contro la tifoseria avversaria in uscita dall’impianto di Fuorigrotta.
Di fronte a tali inequivocabili prove, per il 18enne e il 23enne si sono aperte le porte della casa circondariale. Il personale operante li ha dichiarati in stato di arresto per la violazione della normativa sulla sicurezza negli stadi, che punisce severamente l’introduzione e il possesso di materiale pirotecnico. La presenza del martello ha aggravato la loro posizione, portando all’ulteriore denuncia. L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari di controllo del territorio, predisposti dalla Questura di Napoli per garantire che la passione sportiva non degeneri in violenza, confermando ancora una volta la massima allerta delle forze dell’ordine nel prevenire e reprimere il fenomeno della violenza ultras.










