È stato il giorno della presentazione ufficiale di Jonathan Rowe, l’ultimo rinforzo offensivo arrivato a Bergamo durante la sessione estiva di calciomercato. L’attaccante inglese, classe 2003, ha espresso tutto il suo entusiasmo per la nuova avventura, delineando i suoi obiettivi e la sua visione di calcio.
Durante l’incontro con la stampa, non è mancato un riferimento indiretto alle parole dell’amministratore delegato del Bologna, Claudio Fenucci, che aveva accennato a presunti “problemi caratteriali”. Il giocatore ha preferito non alimentare polemiche, rispondendo con fermezza. “Per chi mi conosce, a Bologna sanno qual è la verità. Preferisco non esprimermi in merito alle parole sul mio conto”, ha tagliato corto, dimostrando di voler chiudere con il passato e concentrarsi solo sul presente.
La sua volontà di vestire questa maglia è stata forte fin da subito. “La trattativa per venire a Bergamo è stata piuttosto lunga, ma alla fine abbiamo ottenuto ciò che tutti volevamo”, ha spiegato il nuovo acquisto. Un fattore decisivo nella sua scelta è stato l’allenatore: “Sapevo che Gasperini sarebbe stato importante per la mia crescita. È un ottimo tecnico, possiamo fare grandi cose insieme e penso di poter aiutare la squadra con le mie caratteristiche”.
Inevitabile il paragone con Ademola Lookman, altro protagonista dell’attacco. Rowe ha svelato un aneddoto: “L’ho incontrato in vacanza durante l’estate e mi ha detto solo belle cose di questo club”. Ha poi precisato: “Di lui non posso che parlare bene, ma siamo calciatori e uomini diversi. Lui ha le sue qualità e io ho le mie, ognuno porterà il proprio contributo unico alla squadra”.
Con la maglia numero 11 sulle spalle, il giovane attaccante ha le idee chiare. “Gli obiettivi personali sono una sfida con me stesso e preferisco tenerli per me, ma vorrei contribuire tanto in termini di gol e assist”. Sull’imminente esordio contro il Cagliari ha poi aggiunto: “Aspettiamo le decisioni del mister, ma non vedo l’ora di scendere in campo e vivere l’atmosfera dello stadio. Io mi esprimo sul campo, non in sala conferenze”.





