Il direttore sportivo del Catanzaro, Ciro Polito, ha espresso grande orgoglio per il percorso di due talenti lanciati dal club calabrese, Alphadjo Cisse e Mattia Liberali. In un’intervista esclusiva, ha analizzato l’incredibile avvio di stagione del primo con la maglia del Milan e ha svelato dettagli sul trasferimento del secondo al Como.
Polito ha sottolineato come l’impatto di Cisse fosse tutt’altro che scontato. Il ragazzo ha subito un grave infortunio che avrebbe potuto compromettere la sua grande opportunità, ma ha trovato un allenatore che ha saputo guardare oltre, apprezzarne le doti e lanciarlo subito in campo. Il DS ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla rapidità della sua affermazione, pur avendone sempre intuito l’enorme potenziale.
Il dirigente ha ricordato di averlo atteso a lungo prima di portarlo a Catanzaro, convinto delle sue qualità fuori dal comune. “Per me è troppo forte”, ha affermato, spiegando come nei primi mesi in Serie B abbia praticamente giocato da solo, mostrando colpi e talento. Secondo Polito, è fondamentale dare fiducia ai giovani per scoprire il loro vero valore.
Tra le caratteristiche migliori di Cisse, il direttore sportivo ha evidenziato la sua abilità nel giocare spalle alla porta, dove si libera degli avversari con finte e contro-finte per poi ripartire in velocità. Ha elogiato la qualità nel controllo palla e la tecnica di calcio, definendo il suo talento “straordinario”. Il gol segnato contro la Juventus, un tiro a fil di palo senza guardare la porta, ne è la prova lampante.
L’aggettivo scelto per descriverlo è stato “veterano”, per la facilità con cui compie giocate complesse e per la grande personalità che dimostra in campo. “A me sembra che giochi proprio come giocava a Catanzaro”, ha aggiunto Polito, sottolineando come il giovane attaccante non abbia patito il salto in un top club.
Il discorso si è poi spostato su Mattia Liberali. Riguardo alla sua scelta di trasferirsi al Como, Polito ha rivelato un retroscena importante. “Il Milan ha fatto di tutto per riprenderlo”, ha spiegato, ma la decisione del giocatore è stata influenzata da “una questione di principi” legata a come era stato trattato in precedenza.
Pur avendo evidenziato la presenza di Fabregas a Como come un fattore, il DS ha ribadito che la volontà del Milan era fortissima, al punto che oggi “avrebbero giocato lui e Cisse titolari”. La scelta, tuttavia, è stata presa e solo il tempo potrà dire se sia stata quella giusta. La soddisfazione resta vedere questi giovani italiani emergere ai massimi livelli, un bene per il calcio nazionale.


