Milan, Graziani critico sull’impiego di Gonçalo Ramos

26
Cronache Mercato
Cronache Mercato

L’ex attaccante Francesco Graziani ha espresso dure critiche ai microfoni di RadioSportiva, analizzando la performance del Milan nel recente incontro con la Juventus. Secondo l’opinionista, la partita ha deluso profondamente le attese, rivelandosi scialba e con pochissime emozioni, limitate quasi esclusivamente alle due reti segnate. L’aspetto più preoccupante, ha sottolineato, è stato il bassissimo numero di tiri in porta effettuati da entrambe le formazioni nell’arco dei 95 minuti di gioco.

Il focus principale della sua analisi si è concentrato sull’utilizzo di Gonçalo Ramos. Graziani ha definito “assurdo” il fatto che l’attaccante sia risultato il giocatore con più chilometri percorsi. Questo dato, apparentemente positivo, nasconderebbe un problema tattico: il centravanti si ritroverebbe a svolgere un lavoro di copertura e supporto ai centrocampisti, come Saelemaekers e Rabiot, snaturando il suo ruolo primario e risultando di conseguenza quasi nullo in termini di pericolosità offensiva. Un acquisto di tale portata non dovrebbe essere impiegato in compiti difensivi, ma per finalizzare l’azione.

In contrapposizione, Graziani ha lodato l’impatto avuto dal giovane Cissé, entrato a gara in corso e capace di creare subito scompiglio. Questo episodio, secondo l’ex campione del mondo, dimostra come investire con coraggio sui talenti del vivaio possa portare a risultati immediati. Ha suggerito che un allenatore audace avrebbe potuto osare di più, magari schierando un prospetto come Camarda in attacco al fianco dello stesso Ramos per aumentare il peso offensivo della squadra, una mentalità che a suo dire manca nel calcio italiano.

L’analisi si è poi spostata sul nuovo allenatore, Rúben Amorim. Pur concedendogli il tempo necessario per ambientarsi e trasmettere le proprie idee di calcio, Graziani ha espresso il timore che il tecnico portoghese si sia già adeguato a una mentalità tipicamente italiana: quella dove l’importante è prima di tutto non perdere. Questa filosofia, sebbene possa garantire una certa stabilità, limita le ambizioni e porta a prestazioni rinunciatarie.

La conclusione dell’opinionista è stata amara. Due squadre blasonate come Milan e Juventus avrebbero giocato più per non subire gol che per vincere, un atteggiamento che purtroppo si riscontra troppo spesso nel campionato italiano. Con la rosa a disposizione, al netto di qualche infortunio, il Milan avrebbe il potenziale per esprimere un calcio molto più propositivo e spettacolare, un potenziale che nella recente sfida è rimasto inespresso.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome