L’ex terzino del Milan e della Lazio, Massimo Oddo, ha offerto una lucida analisi sul nuovo corso rossonero guidato da Rúben Amorim. Secondo l’ex campione del mondo, la proposta del tecnico portoghese è apprezzabile per le idee e la volontà di creare una squadra aggressiva e dominante nel gioco.
Tuttavia, ha sottolineato che per vedere risultati concreti servirà tempo. Oddo ha indicato come ci siano stati solo alcuni sprazzi nelle prime partite, evidenziando che i verdetti di inizio campionato sono poco indicativi. Ha spiegato che un allenatore ha bisogno di inculcare la propria ideologia di calcio e non può riuscirci in due soli mesi.
L’esempio lampante, secondo lui, è la Roma che con Gasperini ha iniziato ad andare forte solo dopo un po’ di tempo. Per queste ragioni, al momento non considera il Milan una squadra da scudetto, precisando che la sua competitività dipenderà dalla crescita del collettivo, più che da quella dei singoli giocatori.
Oddo ha poi ampliato il suo discorso ad alcuni singoli. Ha definito Cissé un profilo molto interessante, un giovane che ha già mostrato grandi cose e sta confermando le sue qualità in una categoria superiore. Ne ha elogiato la forte personalità, notando come non tema mai la giocata, il dribbling o la corsa dietro agli avversari.
Questo, ha affermato, è un segnale molto positivo che fa sperare in una sua crescita ulteriore, considerandolo un profilo da convocare in Nazionale. Ha anche espresso fiducia in Gonçalo Ramos, definendolo un attaccante che ha sempre dato il suo contributo e che si è laureato per due volte campione in Champions con il Psg. Oddo si è detto convinto che farà bene anche in rossonero.
In un interessante parallelo storico, ha immaginato Luka Modric nel suo Milan del 2007. Pur definendolo un campione assoluto, ha ammesso che non avrebbe avuto il posto da titolare garantito, poiché avrebbe dovuto competere con un certo Andrea Pirlo nel suo ruolo.
Infine, ha dedicato un pensiero a Rino Gattuso, suo ex compagno e amico, elogiandone la professionalità e la capacità di gestire le situazioni di difficoltà, come dimostrato dall’ottima partenza della sua Lazio. Ha concluso ricordando la sua esperienza personale, con la conquista inaspettata della Champions League nel 2007, dopo essere arrivato a gennaio in una squadra che in campionato non stava brillando.









