Evaso dai domiciliari, tenta di ingannare gli agenti con un nome falso: arrestato 32enne a Piazza Garibaldi

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NAPOLI – Una passeggiata mattutina in una delle piazze più sorvegliate della città, nel tentativo di godere di una libertà che la legge gli aveva negato. Un’imprudenza costata cara a un uomo di 32 anni, che ieri mattina ha visto interrompersi bruscamente la sua evasione dagli arresti domiciliari, finendo nuovamente in manette. L’uomo è stato arrestato con la duplice, pesante accusa di evasione e di false attestazioni sull’identità personale a pubblico ufficiale.

Il teatro dell’operazione è stata la nevralgica Piazza Garibaldi, crocevia di migliaia di pendolari e turisti, ma anche area ad alta densità criminale costantemente monitorata dalle forze dell’ordine. È qui che, nella mattinata di ieri, venerdì 11 settembre 2026, una pattuglia interforze stava conducendo uno dei consueti servizi straordinari di controllo del territorio. Gli agenti della VI sezione “Criminalità Straniera e Prostituzione” della Squadra Mobile, affiancati dai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine Campania, stavano setacciando la zona, con l’obiettivo di prevenire e reprimere reati predatori e contrastare l’illegalità diffusa.

Durante il pattugliamento, l’attenzione dei poliziotti è stata catturata dalla figura del 32enne. Forse un atteggiamento guardingo, un nervosismo malcelato o semplicemente un’intuizione dettata dall’esperienza, ma qualcosa nel suo comportamento non ha convinto gli agenti, che hanno deciso di procedere a un controllo di routine.

Avvicinato e fermato, all’uomo è stato chiesto di fornire le proprie generalità per l’identificazione. È stato in quel momento che il 32enne ha tentato il tutto per tutto, sperando di ingannare gli operatori. Con una sicurezza che si è rivelata presto posticcia, ha declinato un nome e una data di nascita di fantasia, confidando che un controllo superficiale potesse bastare a lasciarlo andare.

Tuttavia, i poliziotti non si sono accontentati. Mentre l’uomo attendeva, i suoi dati fittizi sono stati inseriti nel sistema di indagine. I primi riscontri telematici hanno subito sollevato un campanello d’allarme: le generalità fornite non corrispondevano a nessuna persona registrata, o presentavano evidenti incongruenze. Questo ha insospettito ulteriormente gli agenti, che hanno approfondito gli accertamenti.

Messo alle strette e di fronte all’evidenza che la sua bugia non aveva retto, il 32enne è stato sottoposto a controlli più approfonditi che hanno permesso di risalire alla sua vera identità. Una volta inseriti i dati corretti nel terminale, la verità è emersa in tutta la sua gravità: l’uomo non solo aveva mentito, ma avrebbe dovuto trovarsi a chilometri di distanza, recluso nella propria abitazione in regime di arresti domiciliari per precedenti reati. La sua presenza in Piazza Garibaldi costituiva, a tutti gli effetti, il reato di evasione.

A quel punto, per il 32enne non c’è stato più nulla da fare. È stato immediatamente dichiarato in stato di arresto e condotto presso gli uffici della Questura per le procedure di fotosegnalamento e la formalizzazione delle accuse. La sua breve fuga dalla giustizia si è conclusa con un nuovo arresto, che aggrava la sua posizione giudiziaria. Ora dovrà rispondere non solo del reato per cui era già ai domiciliari, ma anche di questa sfrontata evasione e del maldestro tentativo di depistare le forze dell’ordine.

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