Lucarelli sotto inchiesta per le frasi sui divieti

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Cronache sport calcio
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La Procura Federale della FIGC ha avviato un’indagine su Cristiano Lucarelli, allenatore del Livorno. L’apertura del fascicolo è seguita ad alcune dichiarazioni rilasciate dal tecnico in merito al divieto di trasferta imposto ai tifosi amaranto in vista di una partita di campionato.

Il provvedimento restrittivo è stato disposto dalle autorità competenti in occasione del derby contro lo Spezia, una gara valida per il Girone B del campionato di Serie C e considerata a rischio per l’ordine pubblico. La decisione di vietare l’accesso al settore ospiti dello stadio “Alberto Picco” ai sostenitori livornesi ha quindi innescato la reazione del tecnico.

Intervenuto in conferenza stampa prima della gara, Lucarelli ha commentato la misura con parole cariche di sarcasmo e frustrazione. “Se rinasco voglio fare o il questore o il prefetto”, ha esordito l’allenatore. Ha poi aggiunto: “Prendo il mio stipendio, non vado a cercare rogne, tengo tutti a casa e ho fatto il mio lavoro”.

Con questa affermazione, il tecnico ha manifestato la propria impotenza di fronte a decisioni prese da organi istituzionali. Lucarelli ha anche introdotto un paragone con le competizioni internazionali, evidenziando una presunta disparità di trattamento. “Poi ci sono le coppe europee, arrivano tifosi da fuori a fare danni nelle nostre città ma divieti lì non li vedo…”, ha concluso.

Le frasi dell’allenatore non sono passate inosservate ai vertici della Federcalcio. La Procura Federale, guidata da Giuseppe Chinè, ha immediatamente aperto un’inchiesta per accertare la natura delle dichiarazioni e verificare la possibile violazione di norme federali.

L’indagine si concentrerà sull’eventuale infrazione del Codice di Giustizia Sportiva. In particolare, verranno esaminati gli articoli che richiamano i tesserati al rispetto dei principi di lealtà, probità e correttezza. Sotto la lente d’ingrandimento finirà soprattutto la norma che vieta di esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione di persone, società od organi dello Stato e dell’ordinamento sportivo.

Le parole di Lucarelli, interpretate come una critica diretta all’operato di Prefettura e Questura, potrebbero quindi costargli un deferimento e una sanzione. L’allenatore sarà probabilmente chiamato a fornire la sua versione dei fatti, mentre la Procura continuerà a raccogliere tutti gli elementi necessari per valutare il caso.

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