Quattro panchine in altrettante partite di campionato. Christian Pulisic non ha ancora visto il campo dall’inizio della nuova stagione. La sua ultima presenza in maglia rossonera risale allo scorso maggio, prima di un infortunio alla caviglia che gli ha fatto saltare l’intera preparazione estiva con la squadra.
Di conseguenza, l’attaccante americano non ha disputato neanche le amichevoli e ha dovuto seguire un programma di allenamento personalizzato a Milanello, ricominciando a lavorare con il gruppo solo a ridosso del debutto in campionato contro il Torino.
Le parole del tecnico Rúben Amorim hanno chiarito la situazione in modo inequivocabile. Dopo la panchina di 90 minuti contro il Torino, ripetuta contro Venezia e Juventus, l’allenatore ha spiegato senza mezzi termini la sua scelta: “In questo momento non può giocare”.
Una decisione netta, motivata da un ritardo di condizione fisica che, secondo il tecnico portoghese, non permette al giocatore di sostenere i ritmi di gioco richiesti. La prossima sosta per le nazionali potrebbe rivelarsi fondamentale per consentirgli di ritrovare la forma migliore e tornare protagonista.
Nel frattempo, nel 3-4-2-1 del nuovo Milan, altri giocatori hanno saputo cogliere la loro occasione. Sulla trequarti ha trovato spazio crescente Alphadjo Cissé, classe 2006, un talento su cui Amorim ha dimostrato di puntare con decisione. L’allenatore è rimasto talmente impressionato dalle sue qualità durante il precampionato da opporsi a una sua cessione in prestito al Torino.
La richiesta alla dirigenza è stata chiara: tenerlo in rosa perché avrebbe avuto le sue opportunità. I fatti hanno confermato le sue intenzioni, con il giovane che ha collezionato quattro presenze e due gol in questo avvio di stagione. Un impatto notevole per un esordiente in Serie A.
Accanto al giovane talento, il giocatore più impiegato nel ruolo è stato Ruben Loftus-Cheek, schierato titolare contro Torino, Venezia e Lazio. Nella partita contro la Juventus, invece, l’allenatore ha provato a variare la sua trequarti, affidandosi dall’inizio ad Alexis Saelemaekers e Adrien Rabiot, a ulteriore dimostrazione della concorrenza nel reparto offensivo.







