NAPOLI – «Se tutti prendono la macchina in una città dove ci sono i mezzi pubblici, i disagi ci sono». Il sindaco Gaetano Manfredi mette il dito nella piaga del traffico a Napoli e indica la strada: lasciare l’automobile e utilizzare maggiormente il trasporto pubblico. Un ragionamento difficilmente contestabile in una città congestionata, alle prese con cantieri, restringimenti e, in queste settimane, anche con il dispositivo di circolazione legato all’America’s Cup.
Il problema è quello che viene subito dopo: per convincere i napoletani a lasciare davvero l’auto a casa, quei mezzi devono esserci, essere frequenti e soprattutto affidabili. Ed è qui che i trasporti continuano a rappresentare la croce e la delizia di Napoli.
Riaperta l’intera linea Cumana
Proprio oggi arriva una buona notizia dall’area flegrea: da questa mattina è stata ripristinata la circolazione ferroviaria sull’intera linea Cumana tra Montesanto e Torregaveta. Con la riapertura della tratta Bagnoli-Torregaveta torna così operativo il collegamento interrotto dopo gli eventi bradisismici e, soprattutto, dopo il terremoto di magnitudo 4.7 del 31 luglio.
Sono stati completati gli interventi per la messa in sicurezza della galleria di Monte Olibano e contemporaneamente è entrata in esercizio la nuova stazione Eav di Pozzuoli, in via Fasano. Un ritorno alla normalità importante soprattutto per pendolari, studenti e lavoratori dell’area flegrea.
«È un piccolo passo, ma era un passo dovuto a questo territorio e alle tante persone che ogni giorno utilizzano la Cumana», ha commentato il vicepresidente della Regione Campania con delega ai Trasporti, Mario Casillo, parlando di «un primo risultato importante» verso il recupero della piena funzionalità dei collegamenti.
Sciopero di Linea 1 e Linea 6 nel primo giorno di scuola
Il rovescio della medaglia arriverà però già martedì 15 settembre, proprio nel primo giorno di scuola in Campania. Gli addetti alle stazioni delle metropolitane Linea 1 e Linea 6 incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 12.45 alle 16.45.
Una fascia particolarmente delicata, perché coincide con l’uscita degli studenti dalle scuole e rischia di riversare sulle strade migliaia di persone proprio mentre la città è già sottoposta alla pressione dei cantieri e delle limitazioni alla circolazione legate all’America’s Cup.
Lo sciopero proclamato dall’Usb nasce però da problemi che fotografano, a loro volta, le fragilità del sistema: carenza di personale, aggressioni, sicurezza nelle stazioni, carichi di lavoro e richiesta di un maggiore riconoscimento professionale ed economico.
Linea 6, attese di almeno venti minuti
C’è poi un’altra contraddizione che riguarda uno dei simboli del rilancio del trasporto pubblico cittadino. La Linea 6 della metropolitana è finalmente una realtà, ma continua a viaggiare con frequenze che difficilmente possono rappresentare una vera alternativa all’automobile: per un treno bisogna aspettare almeno venti minuti.
Tempi lontani da quelli di una metropolitana capace di assorbire quote consistenti di traffico privato, soprattutto per chi deve rispettare gli orari di lavoro o prendere una coincidenza.
Qualche passo avanti arriverà invece sulla Linea 1. Da lunedì è prevista la piena riapertura delle stazioni Piscinola, Chiaiano e Colli Aminei, interessate durante l’estate da pesanti limitazioni per consentire la sostituzione dei binari dopo vent’anni. I lavori dovrebbero terminare entro sabato e non è esclusa una riapertura anticipata.
Trasporto pubblico ancora tra aperture e chiusure
Resta però un sistema che continua a procedere tra aperture e chiusure, lavori e ripristini, nuovi servizi e vecchi problemi. Lo stesso Casillo, appena due giorni fa, non aveva nascosto le difficoltà: «Veniamo da un periodo e da una settimana assolutamente negativa».
Il vicepresidente della Regione aveva ricordato l’incidente sulla linea vesuviana tra San Giovanni e San Giorgio a Cremano, nel quale un dipendente Eav ha rischiato la vita, e il pasticcio della stazione della Cumana di Montesanto trovata aperta dai cittadini dopo Napoli-Arsenal nonostante il servizio non fosse attivo.
«A chi mi dice “pensa ai pendolari”, io dico: avete ragione. Chiediamo scusa ai cittadini», aveva ammesso Casillo, assicurando che Regione ed Eav stanno lavorando per migliorare il servizio.
È questa la fotografia del trasporto pubblico napoletano alla vigilia della riapertura delle scuole: la Cumana finalmente ricucita fino a Torregaveta e una nuova stazione a Pozzuoli da una parte; dall’altra una Linea 6 dove venti minuti possono ancora separare un treno dall’altro, uno sciopero delle metropolitane nel momento forse peggiore e una rete che continua a mostrare fragilità.
Manfredi ha ragione quando ricorda che una città come Napoli non può reggere se tutti scelgono l’automobile. Ma il passaggio successivo spetta alle istituzioni e alle aziende di trasporto: mettere chi lascia la macchina nelle condizioni di non pentirsene.
Perché la vera alternativa all’auto non si costruisce soltanto chiedendo ai cittadini di cambiare abitudini. Si costruisce dando loro la certezza che, una volta arrivati alla fermata, il mezzo passerà. E possibilmente senza dover aspettare venti minuti. Se va bene.








