L’amministratore delegato della Juventus, Giovanni Carnevali, ha concesso un’intervista ai microfoni di Dazn pochi istanti prima del fischio d’inizio della partita contro il Sassuolo. Un’occasione non solo per analizzare il momento della squadra, ma anche per riflettere sul suo recente passato e, soprattutto, per tracciare un primo bilancio del suo operato.
La sfida contro la sua ex squadra ha rappresentato un momento di grande emozione. “Tredici anni qui non si dimenticano facilmente”, ha ammesso il dirigente, sottolineando come la sua lunga permanenza in Emilia sia stata un percorso di crescita non solo professionale ma anche profondamente umano.
Spostando l’attenzione sul campo, ha glissato sulla battuta di Spalletti relativa al “goal dell’ex”, preferendo concentrarsi sulla necessità della squadra di trovare la via della rete. “Il mister è forte e simpatico, ma quello che occorre è mettere in campo una formazione che possa fare goal”, ha dichiarato, evidenziando la difficoltà dell’incontro e ribadendo che l’unico obiettivo possibile è la vittoria.
Il cuore dell’intervento ha riguardato la recente sessione di calciomercato, la prima sotto la sua gestione. “Abbiamo cercato di costruire una squadra competitiva”, ha spiegato Carnevali. L’intento è stato quello di fornire all’allenatore una rosa profonda e versatile, capace di affrontare i numerosi impegni stagionali tra campionato e coppe europee.
“La rosa è buona, ma gli impegni sono tanti”, ha proseguito, lasciando intendere come la qualità dell’organico dovrà essere supportata da un’attenta gestione delle energie. Ha poi espresso fiducia nel reparto avanzato, sottolineando come “la coppia d’attacco ha grande qualità”, ma rimettendo ogni scelta tecnica alla valutazione dell’allenatore.
Carnevali ha poi affrontato con onestà le difficoltà incontrate. “Non è solo una questione di tempo, ma anche di situazioni”, ha affermato, alludendo alla complessità di alcune trattative e alla necessità di ponderare attentamente ogni investimento. “Abbiamo riflettuto a lungo sulle qualità di alcuni giocatori prima di prendere delle decisioni”.
La sua analisi si è conclusa con una valutazione pragmatica del lavoro svolto. “Sono alla Juventus solo da tre mesi, si poteva certamente fare di più, ma siamo comunque soddisfatti”, ha concluso. Questa frase riassume il suo approccio: la consapevolezza che il perfezionamento della squadra è un processo continuo, unita alla soddisfazione per aver gettato delle basi solide in un lasso di tempo relativamente breve.






