Fatture fantasma e crediti Iva milionari: nei guai commercialisti e imprenditori tra Napoletano, Casertano, Molise e Lazio – ECCO TUTTI I NOMI

La Procura ipotizza un sistema di società, prestanome e compensazioni fiscali: sotto esame operazioni per oltre 4,9 milioni di euro. Ora la decisione spetta al giudice.

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Un presunto sistema basato su fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, crediti Iva fittizi e successive compensazioni con debiti tributari. È il quadro delineato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nella richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal sostituto procuratore Gionata Fiore, nei confronti di venti persone tra imprenditori, professionisti e presunti prestanome. La richiesta dovrà ora essere valutata dal giudice dell’udienza preliminare.

Le contestazioni sono formulate a vario titolo. In alcuni capi viene ipotizzata l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, in altri l’utilizzo delle medesime fatture nelle dichiarazioni Iva, con indicazione di elementi passivi fittizi. Sono inoltre contestate omesse dichiarazioni fiscali e indebite compensazioni di crediti d’imposta inesistenti attraverso modelli F24.

La figura centrale del “sistema”

Secondo l’accusa, il meccanismo avrebbe previsto l’impiego di più società: alcune avrebbero emesso fatture ritenute fittizie, altre le avrebbero utilizzate per abbattere l’imposta dovuta o maturare crediti Iva. In più casi la Procura indica Luca Cacciapuoti quale amministratore di fatto e attribuisce agli altri indagati, a seconda delle singole posizioni, ruoli di amministratori formali, professionisti incaricati di attestazioni e visti di conformità o soggetti indicati come prestanome.

Il fascicolo ricostruisce inoltre presunte cessioni simulate di rami d’azienda, attraverso le quali sarebbero stati trasferiti crediti fiscali ritenuti inesistenti ad altre imprese. Tra le operazioni contestate figurano un credito da 2 milioni e 349mila euro trasferito alla Mineral Barium Gas e Luce, uno da 576mila euro alla De.Tra.Log, oltre a crediti da 1 milione e 215mila euro e 774mila euro collegati alla Giuliano Store. L’ipotesi accusatoria è che questi crediti siano stati poi usati per compensare tributi mediante F24.

Le persone coinvolte

A rischiare il processo sono Luca Cacciapuoti, 43enne di Cancello ed Arnone; Donato Amato, 55enne di Scisciano; Francesco Barra, 75enne di Artena; Cira Cesarano, 41enne di Cassino; Giuseppe Cimmino, 39enne di Somma Vesuviana; Antonio Compagna, 88enne di Napoli; Maurizio Conte, 52enne di Santa Maria Capua Vetere; Francesco Corvino, 81enne di Caserta; Raffaele D’Abrosca, 39enne di Grazzanise; Simone Di Maio, 83enne di Mariglianella; Adriana Gagliardi, 38enne di Cancello ed Arnone; Apollonia Lanna, 62enne di Cancello ed Arnone; Francesco Saverio Lanzaro, 71enne di Somma Vesuviana; Nadia Lunghi, 57enne di Roma; Matilde Maisto, 77enne di Cancello ed Arnone; Daniele Messino, 43enne di Cancello ed Arnone; Pasquale Rainone, 53enne di Castel Volturno; Giuliano Russo, 39enne di Lusciano; Valeria Sisti, 41enne di Pozzilli; Antonio Vigliotta, 61enne di Bonito. Nel collegio difensivo, i legali Salvatore Sessa, Gaetano Ambrosca, Antonio Emiliano Pota, Raffaele Zotto, Antonio D’Alessandro, Luigi Imperato, Costantino Filippo Catapano, Domenico Tartaglione, Adriano Aran, Mauro Iodice, Nello Sgambato, Gennaro Iannotti, Maria Lampitella, Pasquale Napolitano, Luigi Annunziata, Vincenzo D’Alessandro, Umberto Pappadia, Cipriano Di Tella, Antonio Roma, Alfonso Palumbo, Letizia Di Rubbo, Leonardo Lombardi e Pasqualino Pavone.

Le contestazioni sono provvisorie e dovranno essere sottoposte al vaglio giudiziario. Tutti gli imputati sono da ritenere innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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