CAIVANO – L’odore acre ha iniziato a propagarsi nell’area industriale di Pascarola, fino a rendere necessarie misure straordinarie per tutelare la popolazione. A provocarlo, secondo i primi accertamenti, è stata una reazione chimica avvenuta all’interno di un’azienda specializzata nella produzione di vernici e rivestimenti. Una situazione che ha fatto scattare l’allarme e mobilitato vigili del fuoco, carabinieri, autorità comunali e prefettura, mentre le verifiche proseguono per ricostruire con precisione cosa sia accaduto. Il fenomeno si è verificato nella zona Asi di Caivano, dove l’intervento dei soccorritori ha portato anche al sequestro dell’area interessata. I vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza la cisterna coinvolta, che è stata sigillata e inertizzata. Contemporaneamente i carabinieri hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica della reazione e stabilire cosa l’abbia provocata.
Nel frattempo, la priorità è diventata quella di ridurre al minimo l’esposizione della popolazione. Il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, ha firmato nelle prime ore della mattina un’ordinanza d’urgenza. Il provvedimento, predisposto intorno alle 7.50, ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei parchi pubblici e del cimitero. Stop anche alle attività sportive all’aperto, mentre ai cittadini è stato raccomandato di adottare precauzioni e di utilizzare dispositivi di protezione individuale. Una decisione assunta in via cautelativa mentre sul posto continuavano le operazioni dei soccorritori e il monitoraggio dell’aria.
“Continuano le attività di monitoraggio da parte del nucleo Ncbr (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico) sulla ‘zona rossa’ e nelle aree esterne”, ha spiegato il primo cittadino, annunciando anche il sequestro preventivo delle cisterne dalle quali ha avuto origine la reazione chimica. L’intervento non si è dunque limitato alla messa in sicurezza dell’area industriale. L’attenzione si è rapidamente spostata anche sulle condizioni ambientali nei territori circostanti, dove l’odore acre è stato percepito dalla popolazione. Per questo motivo sono state intensificate le verifiche sulla qualità dell’aria, con controlli destinati a proseguire fino a quando non sarà completato il quadro della situazione. Dalla prefettura di Napoli, riunita d’urgenza per esaminare l’emergenza, è arrivata una prima indicazione importante sulla natura del fenomeno.
“I primi interventi effettuati dai vigili del fuoco hanno consentito di accertare che il fenomeno è in fase di regressione e che non sono state disperse sostanze tossiche, ma solo irritanti”, è stato comunicato al termine della riunione. Un elemento che contribuisce a ridimensionare il timore di una contaminazione più grave, ma che non ha fatto venir meno la necessità di mantenere alta l’attenzione. La Prefettura ha infatti disposto «costanti e accurate verifiche sulle condizioni ambientali e la qualità dell’aria», con l’obiettivo di escludere qualsiasi fattore di rischio residuo.
Le precauzioni, intanto, riguardano anche i Comuni vicini. Il caratteristico odore della sostanza si è infatti avvertito anche oltre l’area direttamente interessata dall’incidente. I sindaci dei territori nei quali è stata segnalata la presenza dei miasmi inviteranno la cittadinanza ad adottare comportamenti di autoprotezione, limitando le uscite e mantenendo, per quanto possibile, porte e finestre chiuse. In caso di necessità è stato inoltre indicato l’utilizzo di mascherine Ffp2. Nel cuore della zona industriale, intanto, resta sotto sequestro l’area interessata dalla reazione. La cisterna è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco e resa inerte, mentre gli investigatori dell’Arma stanno lavorando per chiarire ogni passaggio della vicenda.










